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17 luglio 1944, eccidio di piazza Tasso a Firenze – CNDDU: intitolare una scuola Ivo Poli

Ivo Poli, di appena otto anni, è stato il caduto più giovane dell’eccidio di Piazza Tasso a Firenze. Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani propone di intitolare una scuola alla giovane vittima.

17 luglio 1944, eccidio di piazza Tasso a Firenze
Targa Commemorativa della strage di Piazza Tasso

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in ricordo delle vittime dell’eccidio di piazza Tasso a Firenze, avvenuto in data 17 luglio 1944, in cui persero la vita Ivo Poli (di soli otto anni), Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri, invita le autorità a promuovere l’intitolazione di una scuola primaria proprio al più piccolo deceduto nella strage.

Ricordiamo che tale carneficina fu perpetrata delle milizie della Repubblica Sociale Italiana, guidate da Giuseppe Bernasconi, uomo di fiducia del comandante delle SS italiane Mario Carità, le quali aprirono inaspettatamente il fuoco sulle persone presenti nella piazza.

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Intitolare una scuola a Ivo Poli: vittima innocente di 8 anni

Il CNDDU ritiene importante intitolare oggi una scuola primaria a Ivo Poli perché rappresenti nella sua innocenza e purezza il simbolo di tutti i bambini caduti in conflitti iniqui e nel contempo tramandi il ricordo dell’atrocità compiuta ai danni di creature incolpevoli. Ivo non è andato a scuola, non ha potuto frequentarla; la sua vita è stata stroncata da pretestuose ideologie, che celano soltanto l’istinto bestiale di sopraffazione tenacemente insito nell’uomo.

Naturalmente non basta attribuire un nome o una targa per rendere giustizia; ma la scuola che è la dimensione più giusta per chi sta crescendo rimane il luogo più idoneo per vivificare il ricordo e la storia di Ivo alle nuove generazioni.

“Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole.” (Preambolo Statuto dell’ONU)