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Amedeo VIII di Savoia: breve biografia di un Duca che divenne Papa

Amedeo VIII di Savoia: breve biografia di un Duca che divenne Papa

Dalla corona ducale alla tiara papale: questo fu lo strabiliante e singolare destino che la vita riservò ad Amedeo VIII di Savoia, detto “il Pacifico”. Strabico, esile, a stento capace di cavalcare e tirare di spada, nulla aveva del cavaliere medievale, in ciò differendo del tutto da suo padre, il famoso “Conte Rosso”.

Nel suo lungo governo iniziato nel 1397, quando aveva soltanto quattordici anni, non accadde nulla di memorabile e non si fece nessuna impresa militare degna di essere ricordata, eppure Amedeo seppe imporsi sulla scena internazionale del tempo grazie alla sua diplomazia sottile, fatta di ammiccamenti, compromessi, trattative sottobanco, tergiversazioni e porte lasciate sempre aperte.

Esempio di puro “politichese” quattrocentesco è la sua corrispondenza: nella contesa fra gli Orleans ed i Borgognoni, per esempio, predicò la pacificazione; in quella fra la Serenissima Repubblica ed i Visconti trattò in contemporanea il sostegno militare con la prima e la neutralità con i secondi.

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Amedeo VII di Savoia proclamato Duca

Tutto questo lavorio dietro le quinte gli permise infine di ottenere nel 1416 dall’imperatore Sigismondo di Lussemburgo l’attribuzione dell’ambito titolo ducale e di assicurarsi cospicue acquisizioni territoriali sia Oltralpe, dove estese i suoi domini fino quasi a Friburgo, che al di qua delle Alpi, con l’annessione ai suoi Stati della Contea di Tenda, della città di Vercelli e della Val d’Ossola.

Il suo merito maggiore furono però gli Statuti del 1430, che gettarono le basi per l’ammodernamento giuridico ed amministrativo dei territori da lui governati. Con un vero “coup de théâtre” però nel 1434, al raggiungimento della per allora avanzata età di 50 anni e dopo essere rimasto vedovo, lasciò l’amministrazione del ducato al figlio Ludovico per ritirarsi nel Monastero di Ripaglia, sul lago di Ginevra.

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La fondazione dell’ordine monastico di San Maurizio

Decise infatti di dedicare il resto della sua esistenza alla preghiera ed alla penitenza, facendo di Ripaglia la sede dell’Ordine Monastico di San Maurizio, istituzione da lui ideata per i cavalieri che, dopo aver servito il Ducato di Savoia, avessero voluto condividere con lui e dopo di lui quella scelta estrema di vita.

Vestiti con la tunica ed il cappuccio grigio dei penitenti è possibile però che quegli speciali monaci non abbiano trascurato i piaceri della carne, almeno se diamo fede a Enea Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II, il quale, dopo aver visitato Ripaglia, descrisse la vita voluttuosa che vi si teneva, fatta di banchetti e visite di cortigiane.

Amedeo VIII: da Duca a Papa con il nome di Felice V

Quando tuttavia nel 1439 al Concilio di Basilea si consumò lo strappo fra i sostenitori della supremazia del papato ed i conciliaristi, questi ultimi dichiararono il legittimo Papa Eugenio IV deposto, perché ribelle, scismatico e simoniaco. Al suo posto elessero l’anziano Amedeo VIII che, solleticato dall’idea di tornare nel giro di quelli che contano, accettò con entusiasmo la tiara assumendo il nome di Felice V.

Amedeo VIII di Savoia: breve biografia di un Duca che divenne Papa
Amedeo VIII Pontefice con il nome di Felice V e il suo conio

Politico accorto e navigato durante i suoi quarant’anni di governo, il “duca-papa” aveva però fatto male i suoi calcoli perché uno dopo l’altro i principi della cristianità, memori del grande scisma d’Occidente che si era ricomposto da nemmeno venticinque anni, a parte qualche rara eccezione gli voltarono le spalle, ribadendo la loro fedeltà a Papa Eugenio.

La destituzione da Papa

Temendo una conclusione drammatica di quell’esperienza, Felice V, rispolverate le sue doti diplomatiche, si diede allora da fare per trovare un onorevole accordo col nuovo papa Niccolò V che, in cambio dell’abdicazione del primo, ritirò le condanne pronunziate contro di lui e ne confermò gli atti.

Così nel 1449 Casa Savoia perse un papa, ma conservò i benefici derivati da quella carica, consentendo in tal modo ai panegiristi della dinastia di celebrare con un’aureola mistica il pontefice di famiglia, che si sarebbe spento serenamente il 7 gennaio del 1451, col privilegio di poter riposare ora nella cappella della Sindone, presso il Duomo di Torino.