@trentaminuti > Storia > I serial killer famosi della storia > Andrej Romanovic Chikatilo, il serial killer definito il mostro di Rostov

Andrej Romanovic Chikatilo, il serial killer definito il mostro di Rostov

Almeno 53 sono le vittime del mostro di Rostov, il serial killer Russo divenuto tristemente famoso per la sua ferocia.

Andrej Romanovic Chikatilo, il serial killer definito il mostro di Rostov

Andrej Romanovic Chikatilo, noto come il mostro di Rostov ma mentre che i particolari dei suoi crimini venivano alla luce gli vennero affibbiati altri nomignoli: Cittadino X, lo squartatore rosso oppure Il Macellaio di Rostov. Mai tanti soprannomi così tragicamente esplicativi hanno coniato la personalità di una sola persona. Ciò testimonia quanto Andrej Romanovic Chikatilo, il serial killer russo sia stato brutale.

Venne accusato dell’omicidio di 53 persone tra bambini e donne con un modus operandi a dir poco disumano. Infieriva sui corpi delle persone uccise anche dopo la morte. Una mente malata quella di Andrej Romanovic Cikatilo, che ebbe atteggiamenti particolari anche durante il processo.

Come molti omicidi seriali il criminale russo fu metodico nell’uccidere e nella scelta delle vittime. La caratteristica che più di altre contraddistingue Andrej Romanovic Cikatilo è la malvagità, oltre all’altro numero di vittime attribuitegli. Tutto questo lo porta nella classifica dei serial killer più famosi della storia.

Andrej Romanovic Chikatilo: il mostro di Rostov

Le vittime di Andrei Chikatilo sono state ben 53 persone tra bambini e donne adulte, il luogo del ritrovamento dei corpi quasi sempre era un bosco, quindi col tempo che i cadaveri passavano all’aperto e alle intemperie e con l’ormai “esperienza” che Chikatilo aveva acquisito nell’uccidere, le uniche tracce a disposizione delle forze dell’ordine venivano raccolte e trovate solo sul corpo delle vittime.

Chikatilo  infieriva quasi sempre allo stesso modo le sue vittime ; le pugnalava più volte in tutto il corpo e poi agli occhi , le violentava e gli asportava i seni e i genitali . le vittime  fornivano gli elementi biologici,  rappresentati dallo sperma , da cui fu possibile risalire all’aggressore.

Alcune delle vittime del mostro di Rostov

Il profilo psicologico del macellaio di Rostov

Attraverso le altre caratteristiche rinvenute sui corpi fu possibile, tramite le preziose indicazioni dello psichiatra Aleksander Bukhanovskij che all’epoca collaborò con le forze dell’ordine, delineare un profilo psicologico del serial killer. Ciò risultò determinante per ridurre la lista dei sospettati.

Secondo Bukhanovskij il killer privava dei bulbi oculari le sue vittime perché non sopportava la vista dei loro occhi, mentre i genitali e i seni non venivano trovati perché, secondo lui, l’assassino era affetto da necrofilia (perversione di far sesso con i cadaveri): Attribuì al sospettato anche la necrofagia, perversione che consiste nel mangiare gli organi genitali e/o le parti erogene.

Il profilo che Bukhanovskij delineò fu questo:

Il soggetto è un laureato con un QI sopra la media , pur non essendo un genio. Se è sposato è di sicuro un uomo sottomesso. Non è omosessuale, non ha precedenti né  per violenza né per malattie mentali. Vive in un ambiente normale. Ciò che lo spinge ad uccidere è un movente sessuale.

Come risulterà in seguito lo psichiatra Aleksander Bukhanovskij non andò molto lontano dal reale profilo del killer. Dopo serrate indagini, lo studio delle tracce biologiche lasciate sulle vittime Andrej Romanovic Chikatilo, il mostro di Rostov fu identificato e arrestato.

Confesso così suoi omicidi: 21 bambini, 14 bambine e 18 giovani donne, tutte violentate, mutilate e in parte mangiate, ammettendo anche di aver provato eccitazione sessuale nel farlo.

Potrebbe interessarti: Nikolaj Dzhurmongaliev il serial killer Kazako noto come metal fang

Il processo di Andrej Romanovic Chikatilo

Andrej Romanovic Chikatilo, il mostro di Rostov fu processato il 4 aprile 1992. Nonostante il suo comportamento irriverente in aula, fu giudicato sano di mente. Durante il processo fu tenuto in gabbia al centro dell’aula, costruita per proteggerlo dai parenti delle vittime i quali, in un’atmosfera surreale, continuarono ad urlare minacce ed insulti a Čhikatilo. Chiedevano alle autorità di rilasciarlo e in modo che potessero procedere in autonomia alla sua esecuzione.

Sull’argomento: Vlado Taneski, il serial killer giornalista; scriveva articoli sui suoi crimini

Il processo terminò a luglio e la sentenza fu posticipata al 15 ottobre quando, dichiarato colpevole di 52 dei 53 omicidi di cui era accusato, fu condannato a morte per ognuno dei crimini commessi. Quando gli fu possibile parlare, Andrej Romanovic Chikatilo delirò.

Andrej Romanovic Chikatilo, il serial killer definito il mostro di Rostov
Andrej Romanovic Chikatilo in un momento del processo

Comincio con l’accusare il regime, alcuni leader politici, la sua impotenza, e difendendosi citando la famosa carestia che colpì l’Ucraina negli anni trenta, anche se lui nacque dopo quel periodo.

In alcuni momenti si vantò di aver fatto un favore alla società depurandola da persone inutili (molte delle sue vittime erano prostitute, alcolisti, ragazzi scappati di casa o giovani con problemi). La condanna a morte fu eseguita con un colpo alla nuca, nella prigione di Rostov il 14 febbraio 1994, dopo che il presidente russo Boris  Eltsin rifiutò  l’ultimo appello di Chikatilo.

L’articolo ha preso spunto da :lanonaporta.net e da  Scena del crimine. Storie di delitti efferati e di investigazioni scientifiche