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Bacche di goji: ancora due richiami per rischio chimico

Bacche di goji ritirate dal mercato per eccesso di pesticidi

Ancora dei richiami, probabilmente connessi ai due precedenti riguardanti bacche di goji e Mix di frutta secca, motivati dalla classifica di rischio chimico. Come per gli altri provvedimenti, le molecole di fitofarmaci trovati in eccesso nelle bacche di goji sono il Carbofuran e l’Esaconazolo, prodotti peraltro banditi in ambito comunitario.

Gli effetti nocivi di tali molecole sono stati ampiamente specificati negli scorsi richiami, pertanto i consumatori sono invitati a prestare attenzione ai nuovi dispositivi di ritiro dal commercio pubblicati dal ministero della salute.

Bacche di goji ritirate dal mercato i nuovi richiami

I provvedimenti di ritiro dal mercato sono due:

Nota del ministero del 10/03/2020 (pubblicata in data 23 marzo 2020): Bacche di goji prodotte in Cina dall’azienda Shandong Farmer Land Foodstuff CO. LTD. I lotti coinvolti hanno numero 19/00161, numero 19/00162 e numero 19/00163, tutti con termine minimo di conservazione 30-12-2020. Il prodotto si presenta in scatole di cartone da 20 kg con all’interno confezioni da 5 kg.

In Italia i frutti sono distribuite dalla società Di Nunzio srl.. L’imballo delle bacche di goji porta a pensare che siano destinate ai dettaglianti i quali, a tutela della loro clientela, sono invitati a prestare attenzione ai lotti di bacche segnalati, evitando di distribuirli.

Nota del ministero del 13/03/2020 (pubblicata in data 24 marzo 2020): bacche di goji marchio ZIG, distribuite dall’azienda Zenone Iozzino Srl di Gragnano. (NA). In questo caso i lotti coinvolti dal richiamo hanno numero 19/245, numero 19/308 e numero 19/206, tutti con termine minimo di conservazione 30/12/2020. Sono distribuiti in confezioni da 1 kg, 2 kg e 5 kg..

Come riportato nella nota di richiamo, il fornitore ha provveduto a inviare una mail ai propri clienti informandoli sulla nocività delle bacche. Viene poi specificato che tale comunicazione è stata inviata anche ai distributori in modalità ecommerce. Pertanto, i consumatori sono invitati a porre attenzione anche ai loro acquisti su piattaforme on-line, dove potrebbero essere esposte le bacche di goji richiamate.

Bacche di goji: troppi ritardi nella divulgazione dei richiami

Resta da constatare l’eccessiva distanza temporale che intercorre tra la data di acquisizione dei richiami alimentari e la loro pubblicazione sul sito del ministero della salute. Tale circostanza, purtroppo, va a discapito della tempestiva informazione che deve essere data ai consumatori, che può vanificare l’efficacia dei richiami stessi.

La giusta tutela dei consumatori risiede soprattutto sulla celere informazione circa gli attuali rischi alimentari, per fare in modo che le notizie vengano apprese dagli interessati in tempi utili. Tuttavia, si deve purtroppo constatare che non è la prima volta che si registrano ritardi su informative che riguardano la sicurezza degli alimenti.