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Carrefour e NaturaSi: filetti di aringa affumicata ritirati dal commercio per listeria

I filetti di aringa contaminati da listeria monocytogenes sono stati ritirati dagli scaffali dei market Carrefour e NaturaSi. Massima attenzione per chi li avesse già acquistati.

Carrefour e NaturaSi: iletti di aringa affumicata ritirati dal commercio per listeria

Il ministero della salute, in concorso con il produttore, in data 05/03/2020 (pubblicato 13/03/2020) ha disposto che diversi lotti di filetti di aringa affumicata marchio Aringa Sciocca e Aringa Dolce siano ritirati dal commercio per presenza di Listeria monocytogenes (in 25 g). Secondo quanto riportato nella nota di richiamo alimentare, la presenza del microrganismo è “emersa a seguito di campionamento effettuato come da piano di autocontrollo”.

Carrefour e NaturaSi hanno esposto sul loro sito istituzionale un’avviso riguardante i prodotti segnalati, avendoli distribuiti nei loro punti vendita. I clienti di tali market sono invitati alla massima attenzione e, qualora li avessero acquistati, sono invitati a non consumarli restituendoli presso il punto vendita.

Naturalmente, la classifica imposta al richiamo è per “rischio microbiologico”. Di fatto, la listeria monocytogenes è un batterio che può risultare molto dannoso per la salute dei consumatori. Peraltro, il provvedimento sul pesce richiamato viene ripreso dall’agenzia europea RASFF la quale, con notifica 2020.1140 del 10/03/2020, già segnalava la vicenda dandogli un livello di rischio “serio”.

L’agenzia, tra l’altro, indica che, al campionamento effettuato il 25/02/2020, le aringhe sono contaminate da listeria monocytogenes nella misura di 60;100 CFU/g. Inoltre il pesce, di origine italiana, oltre a essere distribuito sul territorio nazionale è stato esportato anche in Spagna.

Filetti di aringa affumicata ritirati: i dettagli

Il ritiro dal mercato riguarda filetti di aringa affumicati a freddo marchio Aringa Sciocca e Aringa Dolce, i lotti coinvolti hanno numero 500100-500103-500110-500115-500120, con termine minimo di conservazione che va dal 13/4/2020 al 3/5/2020. Le confezioni dell’alimento sono di diversa fattura e del peso di 50 grammi, 1 kilogrammo e 2 kilogrammi, tutti distribuiti dall’azienda Friultrota di Pighin s.r.l. – Via Aonedis, 10 – 33038 San Daniele del Friuli (UD).

Nella nota di richiamo emanata dal dicastero della salute si sottolinea testualmente di “NON consumare il prodotto ed a riportarlo presso il punto vendita dove è stato acquistato”.

Lysteria monocytogenes: i rischi per la salute

La listeria monocytigenes è responsabile di una patologia di origine batterica denominata listeriosi che può essere molto pericolosa per la salute. Peraltro, secondo alcuni autorevoli studi, già cento cellule batteriche per grammo di cibo possono causare l’infezione.

Nei casi meno gravi, la listeriosi tipica può causare forme diarroiche molto forti, accompagnate da nausea, febbre e dolori muscolari. Tale sintomatologia si manifesta quasi nell’immediatezza dalla contaminazione.

Altra forma di listeriosi, detta invasiva, è ben più grave. Presenta una incubazione maggiore (da uno a tre mesi) e il batterio dall’intestino si diffonde nel sangue compromettendo il sistema nervoso, provocando encefaliti, meningiti e sepsi. In taluni casi, con pazienti che hanno patologie concomitanti, può essere fatale.

Nelle donne in gravidanza l’influenza da listeria è particolarmente rischiosa dando vita ad aborto spontaneo, parto premature e morte del feto. Aggiornamento: un ulteriore richiamo riguardante lo stesso prodotto è stato pubblicato dal dicastero della salute il 27 marzo 2020.

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