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Charlie Chaplin, la poesia del 1940 – Quando ho cominciato ad amarmi

Charlie Chaplin: maggior esponente del cinema muto e fine pensatore. Espresse il massimo del suo spirito nella poesia “quando ho cominciato ad amarmi” del 1940
Charlie Chaplin, la poesia del 1940 – Quando ho cominciato ad amarmi

Essere un attore del cinema muto si traduce in un’alta celebrazione mimica, le parole devono essere sostituite dalla gestualità e dell’interpretazione delle emozioni attraverso le espressioni del volto. Questo era Charlie Chaplin, un grande attore ma, soprattutto, un mimo con un viso che era una sorta di maschera dalla quale traspariva ciò che non poteva pronunciare. Lasciò comunque degli scritti, pochi in verità ma molto significativi, come la poesia di Charlie Chaplin del 1940 “quando ho cominciato ad amarmi”.

Chaplin, attore e regista del cinema muto, aveva un animo profondo con tanta voglia di esprimerlo. I suoi maggiori capolavori sono la rappresentazione della realtà dell’epoca in cui visse. Basti pensare a titoli come “Il grande dittatore”, in cui scimmiotta Adolf Hitler oppure al film “Tempi Moderni”. In quella pellicola, Chaplin rappresenta l’alienazione umana degli operai inseriti nelle catene di montaggio. Traspare, in quel lungometraggio, lo squilibrio tra macchina e uomo, inghiottito dalla tecnologia.

Un concetto che, con il senno di poi, ha rivelato come Charlie Chaplin fosse un precursore dei veri “Tempi moderni” che di lì a poco sarebbero venuti. Allo stesso tempo, in quel capolavoro, Chaplin dimostra la propria interiorità che trova la massima espressione nella poesia del 1940 dal titolo “quando ho cominciato ad amarmi”. Un vero e proprio inno alla vita. Un’altro suo storico componimento è “sorridi“, una poesia che vale la pena leggere in quanto porta a riflettere sul senso della vita.

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Charlie Chaplin: Quando ho cominciato ad amarmi –  anno 1940

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho smesso di desiderare una vita diversa e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi.
Oggi so che questa si chiama maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato. Da allora ho imparato ad essere sereno.
Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, non ho più rinunciato al mio tempo libero e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità, ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
Oggi so che questa si chiama semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso. All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo si chiama amor proprio.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così facendo ho commesso meno errori.
Oggi so che questa si chiama umiltà.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato o di preoccuparmi del futuro. Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta.
Oggi so che questo si chiama benessere.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono reso conto che il mio Pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore, l’intelletto è diventato il mio migliore alleato.
Oggi so che questa si chiama saggezza.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che questa si chiama vita.

Oggi ho cominciato ad amarmi: un inno alla vita

Non solo una poesia ma un vero inno alla vita. Molti considerano questo scritto la formula della felicità che un grande artista ha lasciato ai posteri. Charlie Chaplin, nella sua poesia, scende dal pulpito della sua celebrità per farsi uomo semplice. Come nei film che ha diretto e interpretato, dei copioni che rappresentavano realmente la schiettezza dei tempi in cui visse, nei quali bastava cominciare ad amarsi per essere felici.