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Come difendersi dal phubbing

come difendersi dal phubbing

Ogni qualvolta si subisce un torto si provano sentimenti come la rabbia e la frustrazione. In questi casi, la reazione immediata è di schermarsi dal contesto che crea disagio. E’ una meccanismo di difesa naturale. Nel phubbing avviene proprio questo, con il risultato che i rapporti umani vengono a deteriorarsi. C’è un carnefice, colui che pratica il phubbing, e una vittima che lo subisce. Prima di capire come difendersi dal phubbing una breve definizione di questo comportamento è opportuna.

Il phubbing è un atteggiamento dei tempi moderni che consiste nell’utilizzo smodato del cellulare. Il telefonino diventa un’appendice della persona che ne diviene effettivamente schiava. Non può fare a meno di controllarne lo schermo e di prestare attenzione a ogni segnale che emette. Ogni occasione è buona per utilizzarlo. Chi “soffre” di phubbing ha la necessità compulsiva di tenerlo sempre in evidenza, in ogni contesto, rendendolo necessario anche quando non lo è. Per capire come difendersi da phubbing è necessario riconoscerlo, ed è facile farlo.

Nel phubbing, ogni rapporto diviene subordinato all’uso del cellulare. Il virtuale prevarica la realtà. Inevitabilmente i rapporti umani in contesti socializzanti vacillano fino a deteriorarsi. Appare evidente che occorre proteggersi dal phubbing, soprattutto perché il più delle volte chi è affetto da questa forma compulsiva non sempre ne ha la consapevolezza. Difendersi dal phubbing è anche un modo per preservare e custodire i rapporti umani, magari con le persone alle quali più si tiene.

Come difendersi dal phubbing: i trucchetti da adottare

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Chi ha la consuetudine di fare phubbing assume un comportamento ossessivo verso il proprio telefonino attraverso una serie di atti inequivocabili. Naturalmente, un osservatore li rileva immediatamente. Sono segnali chiari da cogliere e contrastare. Nella pratica, per difendersi dal phubbing si possono metter in atto dei trucchetti:

  • Comunicare sinceramente il proprio disagio verso la persona che fa uso del telefono mentre state conversando. Esprimerlo apertamente, senza mezzi termini e, al contempo, senza essere bruschi e non esternando giudizi. Facendo notare che si tratta di un proprio malessere che si prova con il manifestarsi di questo comportamento, senza andare sul personale.
  • Concordare, con il proprio interlocutore, dei sani principi rispetto l’utilizzo del cellulare. Ad esempio di non metterlo sul tavolo mentre si sta a pranzo, a cena o si sta conversando;
  • Stabilire degli orari all’interno dei quali si decide di spegnere lo smartphone. Ad esempio di notte o in determinate ore canoniche; il pranzo, la cena o nei momenti di svago.

Arriverà il momento in cui, colui che pratica il phubbing, prenderà consapevolezza del suo vizio. In questa circostanza è possibile intervenire fattivamente per aiutare la persona ad uscire dalla sua compulsione all’uso del cellulare. A questo scopo, esistono delle apposite applicazioni in grado di limitare e filtrare l’uso del telefonino, condizionando l’utilizzatore a delle regole stabilite. Inoltre, indirizzare il “malato” verso un percorso psicologico specifico per coloro che soffrono di phubbing.