@trentaminuti > Costume e società > Varie costume e società > Come riconoscere la manipolazione emotiva

Come riconoscere la manipolazione emotiva

come riconoscere la manipolazione emotiva

 

Quasi sempre, chi è vittima di un abuso psicologico non è in grado di capirlo. Fa parte del gioco del manipolatore fare in modo che chi sta subendo sia un burattino ignaro. Nella manipolazione emotiva accade proprio questo: colui che sta facendosi condizionare, spesso, non riconosce la sua condizione di vittima di un manipolatore. La consapevolezza è il primo scudo versi chi, in modo subdolo, agisce contro un altro essere umano. Quindi, capire come riconoscere la manipolazione emotiva è il primo passo per difendersi.

Prima di capire come riconoscere la manipolazione emotiva una breve definizione di questo fenomeno è doverosa. Si tratta di una serie di strategie messe in atto, prevalentemente per scopi “economici” o di esclusivo potere, per sottomettere una persona alla propria volontà.  Il presupposto principale nella manipolazione emotiva è che fra i due attori ci sia un legame affettivo. Infatti, la leva usata dal manipolatore per gestire il suo gioco è di agire sulle emozioni della sua vittima. Si tratta di una manipolazione relazionale nel senso che tra i protagonisti sussiste un legame stretto

In sostanza, il percorso è di comprendere che la manipolazione emotiva è un abuso psicologico che viene inflitto in modo subdolo. Non causa né graffi né lividi e risulta dunque più complesso da individuare e da accettare. Colui che vuole tenere sotto scacco un’altra persona, in genere, utilizza dei sistemi ben precisi, basati sul fatto che esiste una catena affettiva. Ciò induce a catalogare come particolarmente gravi questi atti perché avvengono all’interno di un vincolo stretto, spesso intimo. Va da se che subentrano rapporti malati, la manipolazione affettiva non è certo un atteggiamento sano. Capire come riconoscere le tecniche di manipolazione emotiva è un primo passo per mettere in atto le opportune difese.

Come riconoscere la manipolazione emotiva

Come accennato, il manipolatore è colui che pone in essere dei comportamenti specifici per far leva su di un’altra persona. Il presupposto è che fra i due – carnefice e vittima – ci sia un legame emotivo. Su questo legame agisce il manipolatore, ponendo in atto degli atteggiamenti che fanno leva sui sentimenti. Per capire come riconoscere la manipolazione emotiva è opportuno essere consapevoli di tali subdole azioni.

come riconoscere la manipolazione affettiva

Gaslighting

Il gaslighting è una delle tecniche di manipolazione tra le più pericolose. Il termine deriva da una rappresentazione teatrale del 1938, intitolata per l’appunto Gas Light, il cui protagonista induce la consorte a credere di essere pazza. Ciò è reso possibile dalla falsificazione della realtà e dalle continue bugie che portano la vittima a dubitare della propria memoria e delle proprie capacità cognitive. Il manipolatore è un bugiardo mentre la vittima tende a credergli creandosi un mondo a misura dell’abusante.

Il silenzio

Nei rapporti interpersonali di qualsiasi tipo il cosiddetto trattamento del silenzio è una consuetudine che torna nei momenti di conflitto. Quando protratti nel tempo, la freddezza, il distacco e l’indifferenza costituiscono un profondo abuso emotivo scatenante un forte calo dell’autostima nella persona che lo subisce, la quale arriva a convincersi di aver sbagliato e a scusarsi di comportamenti in realtà corretti.

La proiezione

Spesso chi abusa psicologicamente della propria vittima tende a proiettare su di essa le proprie paure, insicurezze e incapacità, attribuendo così ad altre persone i tormenti che in realtà colpiscono il carnefice. Alcuni individui costruiscono un’immagine di sé completamente distorta da quella reale; per mantenere intatta questa visione positiva, i difetti propri del tormentatore passeranno per riflesso alla vittima da criticare, giudicare e aggredire verbalmente.

L’intimidazione

Chi vuole ottenere il controllo della vita altrui ricorre all’intimidazione nascosta. Si tratta di una minaccia espressa in modo tale da farla apparire come un consiglio, un suggerimento. Nel caso dell’abuso psicologico c’è una forte tendenza a sottolineare ed approfondire le conseguenze spiacevoli alle quali si va incontro nel caso non ci si comporti in un certo modo o non si prenda una determinata decisione (ovviamente suggerita dal manipolatore).

Il vittimismo

L’ultima spiaggia della manipolazione è il vittimismo. Chi non riesce a modellare la mente altrui a proprio piacimento ricorre spesso a questa tecnica, insinuando continuamente un senso di colpa all’interno della coscienza della reale vittima e inducendo quest’ultima a sentirsi dalla parte sbagliata.

Fonte di ispirazione: lanonaporta.net

Letture suggertite:

[amazon box=”8831519042,8889845422″]