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Cos’è l’apnea notturna e disturbi respiratori del sonno: diagnosi e cura

Cos’è l’apnea notturna e disturbi respiratori del sonno: diagnosi e curaCi si sveglia frequentemente la notte con un senso di soffocamento avendo la cavita orale arida, la gola secca e un lieve mal di testa. Da questi sintomi già si intuisce cos’è l’apnea notturna e disturbi respiratori del sonno. In quest’ultimo termine è compreso anche il russamento o russare. Il termine scientifico per definire l’apnea notturna è “Sindrome delle apnee nel sonno” – OSAS – acronimo di Obstructive Slees Apnoea Syndrome.

Questi fenomeni impediscono un riposo adeguato; coloro che soffrono di disturbi respiratori del sonno, generalmente, durante la notte si svegliano frequentemente anche per pochi secondi. Ciò impedisce loro di avere un riposo adeguato e la mattina si alzano più stanchi di quando sono andati a dormire.

Nei casi severi, accade di destarsi completamente avvolti da un vero e proprio senso di soffocamento e una lieve angoscia. Risulta poi difficile riaddormentarsi e la giornata viene affrontata con fatica, andando incontro anche a sintomi psicopatologici tipici dell’insonnia; ansia, depressione e irritabilità. L’apnea notturna e il russare, i cosiddetti disturbi respiratori del sonno, presentano quindi un quadro sintomatico ben delineato che comunque va valutato dagli specialisti.

Ad oggi, molti ricorrono alla macchina del sonno, un apparato che fornisce la ventilazione assistita durante la notte. Prima di arrivare a tale soluzione sussiste un percorso intermedio che può aiutare ad affrontare i disturbi generali del sonno causati dall’acuirsi di specifiche sintomatologie respiratorie.

Cos’è l’apnea notturna e disturbi respiratori del sonno: le cause

Finora si è parlato in termini generici su cos’è l’apnea notturna e i disturbi respiratori del sonno. In realtà, la diagnosi di tali patologie deve essere effettuata e valutata da un’equipe medica multidisciplinare. Sono svariate, infatti, le componenti biologiche che vanno indagate per una corretta valutazione dei sintomi.

L’apnea notturna più comune è definita ostruttiva e consiste nel blocco respiratorio che avviene mentre si dorme. Ciò che accade e che alcuni organi della cavità orale, in particolare la base della lingua o l’ugola, si rilassano al punto da cedere verso la gola ostruendola. In queste condizioni, l’aria non circola adeguatamente o totalmente. Il soggetto va incontro prima al russamento fino ad arrivare all’interruzione totale del respiro.

Cos’è l’apnea notturna e disturbi respiratori del sonno: diagnosi e cura

Naturalmente, il fisico reagisce, l’apparato respiratorio cerca di ripristinare la giusta ventilazione mentre a livello circolatorio la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca si innalzano fino a svegliarsi. Questo è in sintesi il meccanismo dei generici disturbi respiratori del sonno.

Apnea notturna e disturbi respiratori del sonno: le conseguenze

Le conseguenze più frequenti di chi soffre di disturbi respiratori del sonno sono diverse e possono essere condizionanti della vita. L’astenia e la sonnolenza diurna sono i disagi più rilevanti, fino ad arrivare all’irritabilità e la depressione.

Frequente è anche la comparsa di cefalea al risveglio e durante il giorno oppure di irritazioni della gola, stressata durante il sonno dall’eccessiva secchezza. Conseguenze più gravi sono a livello cardiocircolatorio. Chi soffre di apnea notturna e disturbi respiratori del sonno può andare incontro a problemi cardiovascolari e ipertensione arteriosa. Fattori di rischio per ictus e infarto.

Le persone più soggette a disturbi del sonno sono coloro che già soffrono di deviazione del setto nasale, rinopatie ipertrofiche, sinusiti croniche, polipoidi e tonsille ipertrofiche.

Curare l’apnea notturna e il russamento: la terapia

Alla base della somministrazione di un’adeguata terapia contro i disturbi del sonno c’è primariamente una corretta diagnosi. Come accennato l’approccio diagnostico è multidisciplinare e coinvolge diverse figure professionali. In particolare: l’otorinolaringoiatra, il pneumologo, il neurologo, il foniatra e lo specialista maxillo-facciale.

Possono intervenire l’allergologo, l’odontoiatra e il cardiologo. In pratica un’area molto vasta delle specialità mediche. Da qui si intuisce non solo la gravità del problema ma la complessità nell’affrontarlo. Si indaga se chirurgicamente si è in grado di rimuovere le cause del problema. Ciò avviene soprattutto  nei casi di problemi otorinolaringoiatrici.

In ogni caso, sono due le strade terapeutiche da percorrere: il trattamento di tipo ventilatorio o non ventilatorio.  In quest’ultimo caso intervengono il chirurgo otorinolaringoiatra o il maxillo facciale che rimuovono gli ostacoli alla corretta ventilazione. Le operazioni chirurgiche sono, in genere, risolutive.

L’intervento ventilatorio consiste nell’applicazione, mentre si dorme, di quella che in gergo è definita la macchina del sonno. Il giusto termine per questo dispositivo e CPAP che, in realtà, è l’acronimo inglese per “dispositivo per ventilazione a pressione positiva continua“.

Il dispositivo è composto di una mascherina che si applica al volto mentre si dorme. Il suo compito è di tenere aperte le vie respiratorie superiori creando una vera e propria camera d’aria tra il dispositivo e le vie respiratorie del paziente.

Nel caso in cui il paziente non tolleri l’applicazione del CPAP o non possa essere operato le alternative rimaste sono ben poche e consistono nella riabilitazione respiratoria o nell’applicazione di byte notturni.

In ogni caso, i soggetti con disturbi del sonno, se sono in sovrappeso devono intraprendere una cura dimagrante. I soggetti fumatori devono smettere di farlo. In questo modo, in generale, i disturbi pur persistendo tendono a lenirsi.