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Differenza tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva

Differenza tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva

C’è una differenza sostanziale tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva. Sono diverse facce della stessa medaglia con un solo aspetto comune: in entrambi i casi cessano le sofferenze del paziente con la sua dipartita.

Molti non riescono ancora a distinguere la diversità tra eutanasia attiva e passiva. Forse perché i media, nel dare una notizia, non si soffermano a definire lo specifico tipo di trattamento utilizzato. Nei titoli dei giornali e nei media, si parla sempre e solo di eutanasia.

E’ bene, quindi, fare chiarezza e cominciare a capire la differenza tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva.

Indice

Cos’è l’eutanasia

Prima di affrontare l’argomento eutanasia e la differenza tra attiva e passiva, è bene capire cos’è l’eutanasia nel senso stretto del termine. Si tratta di un protocollo medico volto a portare una persona al decesso. Lo scopo di tale azione, apparentemente opinabile,  in realtà ha una sua ragione d’essere. Far cessare le sofferenze di un degente il quale, per la propria patologia, non ha la possibilità di guarire.

In Italia, sono diverse le scuole di pensiero relative all’opportunità  di praticare l’eutanasia. Ragioni di tipo morale, etico e religioso fanno si che tale argomento sia molto dibattuto.

Etimologia del termine eutanasia

Partendo dall’etimologia, con il termine “eutanasia” – in greco antico “buona morte” – si intende l’intervento sanitario volto ad accorciare l’agonia fisica e/o psichica di un malato giunto al punto estremo della sua malattia. Naturalmente, si può indurre la morte di una persona con delle varianti. Da queste deriva la differenza tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva.

Eutanasia in italia è legale?

Alla domanda se in Italia l’eutanasia è legale la risposta, in prima istanza, è negativa. Tuttavia, dopo l’istituzione del Testamento Biologico, almeno una forma di dolce morte rientra nel diritto del malato di autodeterminare la propria sorte.

Solo in tal caso non interviene il diritto penale nel comminare sanzioni ai sanitari che somministrano l’eutanasia. Tale argomento viene trattato nel seguito dell’articolo.

Differenza tra eutanasia attiva e passiva

In generale, c’è un tema comune nell’eutanasia; è l’autodeterminazione. La volontà esplicitamente espressa dalla persona di giungere al termine della propria esistenza. Sia nell’eutanasia attiva che in quella passiva, la volontà del paziente è puntualmente accertata dai medici.

In mancanza di un vuoto normativo l’eutanasia è assimilabile all’omicidio, oppure a diverse fattispecie penalmente perseguibili.

Partendo da questo presupposto, naturalmente, si può indurre la morte di una persona con delle varianti, puntualmente definite dalle leggi di ogni Nazione. Da queste varianti deriva la differenza tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva. Nel definire queste diversità è bene utilizzare la semplicità, così da non creare fraintendimenti.

Eutanasia attiva

Per eutanasia attiva si intende il diretto intervento del medico finalizzato a procurare o ad accelerare il decesso tramite l’utilizzo di farmaci letali.

Eutanasia passiva

Nel caso dell’eutanasia passiva, invece, il medico si astiene dal eseguire ulteriori interventi o somministrare cure dirette a tenere in vita il malato.

Eutanasia: come si pratica

L’eutanasia attiva è la forma più “violenta” utilizzata per portare a fine vita un paziente. Per farlo, si somministra il Pentobarbital, un barbiturico molto rapido così da accelerare il decesso e porre fine alle sofferenze nel più breve tempo. In aggiunta a esso vengono dati farmaci antiemetici,  per contrastare le crisi di vomito.

Nell’eutanasia passiva, semplicemente, si stacca la spina delle macchine che tengono in vita una persone e si cessa ogni cura tesa a sostenerlo. Per inciso, si sospende anche l’assunzione di farmaci per alleviargli le sofferenze.

Eutanasia passiva e testamento biologico

La Legge 22 dicembre 2017, n. 219., entrata pienamente in vigore il 31 dicembre 2018, dota anche gli Italiani della possibilità di redigere il proprio testamento biologico in modo del tutto legale.

Si tratta di lasciare le proprie volontà rispetto alle cure che si desidera ricevere in caso non si abbia la possibilità di esprimersi. Volontà che se rispettate portano al termine della vita. Se vogliamo, è una forma di eutanasia passiva. In rete esistono fac-simile di testamento biologico e molte risorse on line che aiutano ad orientarsi in un argomento così delicato.