@trentaminuti > Storia > Fatti ed eventi storici > Dom Henrique “o Navigador” nella storia del Portogallo

Dom Henrique “o Navigador” nella storia del Portogallo

Dom Henrique “o Navigador” nella storia del Portogallo

Chi abbia mai visitato il Portogallo non può non aver notato lo strettissimo legame che ha col mare: monumenti, iscrizioni, opere d’arte e dipinti di questo bellissimo Paese rimandano quasi tutti ad un passato glorioso fatto di avventure ed uomini coraggiosi che, salpando verso l’ignoto, hanno permesso alla loro Patria, di estensione territoriale tutto sommato modesta, di diventare un Impero avente possedimenti in ben 53 Stati contemporanei diversi.

Racchiuso da terra dalla sempre minacciosa Castiglia, se voleva espandersi il Portogallo poteva farlo soltanto attraverso l’Oceano e, a cavallo fra il XV ed il XVI secolo, gli riuscì tanto bene da assurgere al ruolo di super-potenza mondiale dell’epoca, in grado di competere e trattare alla pari con la Spagna, come testimonia per esempio il famoso Trattando di Tordesillas del 1494.

In base ad esso, da buoni vicini, il re Giovanni II del Portogallo da una parte, ed i “Reyes Catolicos” Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia dall’altra, decisero di dividersi in due il nuovo mondo da poco scoperto, prendendo a riferimento il meridiano che scorre a 370 leghe ad Ovest delle Isole di capo Verde: al primo sarebbero toccate tutte le terre ad Oriente di questa linea immaginaria; ai secondi quelle ad Occidente, dal che si capisce perché in Brasile si parli in portoghese, mentre nel resto dell’America Latina l’idioma sia lo spagnolo.

Gli indomiti e valorosi portoghesi che riuscirono in tale impresa furono in particolare Gil de Eanes, Vasco da Gama, Bartolomeu Dias, Pero da Covilha, Pedro Alvares Cabral e Tristao da Cunha, oltre al famosissimo Ferdinando Magellano che però dai suoi compatrioti fu considerato un po’ alla stregua di un traditore essendosi messo al servizio della rivale di sempre, la Spagna.

Dello stesso autore potrebbe interessarti: Corradino di Svevia: breve biografia di un nobile coraggioso

Le loro gesta sono degnamente celebrate dal monumento detto “Pedrao dos Desgobrimentos” che si trova a Belem, nei pressi di Lisbona, e fu costruito nel 1960 a forma di una prua di nave raffigurante tutti questi eroi. Il primo fra tutti i personaggi che vi sono scolpiti però è colui che fu il principale propulsore delle incredibili scoperte d’oltremare di questo piccolo-grande Paese, cioè Dom Henrique “o Navigador” (Don Enrico “il Navigatore”), Infante di Portogallo, purtroppo quasi sconosciuto qui da noi, ma celeberrimo in Patria.

Nato nel 1394 come quintogenito di re Giovanni I, dimostrò fin da giovane di possedere coraggio e propensione all’avventura. Grazie alla sua piccola flotta personale, infatti, nel 1415 a soli 21 anni organizzò una spedizione sulle coste nordafricane che fruttò la conquista dell’enclave di Ceuta. Per essere più vicino al centro delle operazioni, Dom Henrique decise di risiedere per lunghi periodi a Sagres, cittadina a pochi passi da Cabo de Sao Vicente, punto più sud-occidentale di tutto il Continente europeo e passaggio obbligato di tutti i navigli portoghesi e non in transito da Nord a Sud e da Est verso Ovest (e viceversa), oltreché magnifica “balconata” a strapiombo sull’Oceano, in posizione ideale per la rilevazione dei venti e delle correnti marine. Qui don Enrico fece erigere una fortezza esistente ancora ai giorni nostri, all’interno della quale istituì la prima scuola di navigazione mondiale, riunendovi piloti, astronomi, ingegneri navali e cartografi di fama continentale.

Risultato dei loro studi furono il perfezionamento di strumenti quali l’astrolabio e la bussola, ma anche la messa a punto della caravella, la più moderna imbarcazione di quei tempi, molto più leggera e veloce delle precedenti caracche.

Grazie a lui ed alla sua caparbietà furono scoperte nel 1420 le Isole di Madera e Porto Santo, e poco più tardi le Azzorre. Alla morte del padre nel 1433 e con la conseguente ascesa al trono del fratello maggiore Dom Duarte (Edoardo I) gli fu concessa una dotazione corrispondente ad un quinto dei proventi commerciali derivanti da tutte le terre scoperte da lui o per sua iniziativa, il che lo indusse a promuovere i viaggi esplorativi delle coste dell’Africa occidentale, oltrepassando per la prima volta verso Sud il Capo Bojador (in quello che una volta era il Sahara spagnolo), fino ad arrivare man mano in Senegal, Gambia, Guinea, Sierra Leone ed infine alla Isole di Capo Verde.

Pur con l’ombra della disastrosa spedizione militare da lui voluta nel 1437 contro il Marocco e poi risoltasi per i Portoghesi nel bagno di sangue causato dalla battaglia di Tangeri, con conseguente ritirata dell’esercito, il nostro si spense nella sua diletta Sagres il 13 novembre del 1460, amato e benvoluto da un’intera nazione, che ancora lo celebra fra i propri eroi.

Anche per ripercorrere le tracce della sua storia gloriosa il Portogallo, Paese unico per bellezze artistiche e paesaggistiche, spirito d’accoglienza e gentilezza dei suoi abitanti e dolcezza del clima, merita di essere visitato, con la certezza di non rimanerne delusi.