@trentaminuti > Storia > Personaggi della storia > Enrico VIII Re d’Inghilterra: breve biografia

Enrico VIII Re d’Inghilterra: breve biografia

Enrico VIII Re d’Inghilterra: breve biografia

La sera prima, saputo che il mattino seguente di buon’ora avrebbe dovuto morire per ordine del Re, il Duca di Norfolk aveva fatto testamento, rassegnato ad accettare il proprio destino nella cella della Torre di Londra dove si trovava rinchiuso con l’accusa di alto tradimento, che era già costata la testa a suo figlio.

Aspettava che da un momento all’altro lo venissero a prendere per condurlo al patibolo secondo un rituale ben rodato, che nell’ultimo ventennio circa si era perfezionato producendo tutta una sfilza di teste mozzate in rapida serie per ordine di quel sovrano che, col passare del tempo, s’era trasformato in un mostro crudele.

La morte di Enrico VIII

Eppure, come per miracolo, passata l’ora stabilita non era successo nulla. Una simile sospensione della pena poteva voler dire soltanto una cosa: il “vecchio leone”, il Re d’Inghilterra Enrico VIII, era morto alle prime ore del 28 gennaio del 1547 nel palazzo di Whitehall, dove aveva trascorso gli ultimi mesi della sua vita nella più totale auto-reclusione.

Gli ambasciatori stranieri se l’aspettavano, senza però osare parlarne apertamente per non incappare nell’accusa di spionaggio, perché tutti ormai sapevano che il Re, col suo corpaccione obeso in preda al disfacimento per la cancrena che, dalle gambe, si stava diffondendo un po’ ovunque, era in fin di vita.

Eppure a Whitehall tutto continuava a svolgersi come se nulla fosse: nella sala delle udienze i cortigiani rendevano omaggio ad un trono vuoto; piatti di carne fumante venivano serviti sulla tavola imbandita soltanto per esserne rimossi poco dopo ed in segno di rispetto i servi andavano a capo scoperto, comportandosi come se lo sguardo vigile del sovrano fosse ancora puntato su di loro.

Anche davanti alla morte infatti Enrico doveva apparire quel gran monarca che era stato in vita, fin da quando nel 1509, nemmeno diciottenne, era salito sul trono d’Inghilterra per diventare in breve tempo, a detta dei suoi adulatori, “il più straordinario tra gli uomini del suo tempo”, su un palcoscenico europeo dove pure si muovevano altri “pezzi da novanta” quali l’Imperatore Carlo V d’Asburgo ed il Re di Francia Francesco I.

Fu però un sovrano controverso, che nel corso del suo regno durato ben trentotto offrì al suo popolo ed al mondo intero diverse immagini di se stesso. Da giovane, al suo cospetto tutti erano colti da “metus reverentialis” per il portamento maestoso ed il “physique du role” che lo contraddistinguevano, manifestandosi in una statura imponente, una corporatura atletica ed un aspetto attraente.

Dello stesso autore potrebbe interessarti: Carlo e Carlomanno: la storia degli eredi al trono dei Franchi

Enrico VIII prima insignito “Defensor Fidei” fino allo Scisma Anglicano

In questo suo iniziale periodo d’oro fu persino insignito da Papa Leone X del titolo di “Defensor Fidei” per aver confutato le tesi di Lutero.

Poi però arrivò il tempo delle ansie e delle incertezze, quando la tanto trepidante, quanto vana attesa del sospirato erede maschio lo trasformò in un uomo tormentato dall’idea del castigo divino e sfinito dalle inconcludenti trattative con Papa Clemente VII per ottenere l’annullamento canonico del suo primo matrimonio con l’ormai sterile Caterina d’Aragona.

Al colmo dell’esasperazione l’ormai ex “Defensor Fidei” affidò la pratica dello scioglimento del suo vincolo matrimoniale ad una commissione di giuristi e teologi nominati ad hoc, che ovviamente dichiararono nullo il matrimonio, consentendo ad Enrico di sposare Anna Bolena.

Enrico VIII Re d’Inghilterra: breve biografia

Le successive quattro mogli di Enrico VIII

Il prezzo pagato per queste nozze fu la consumazione dello Scisma Anglicano, sancito dal “Supremacy Act” con cui il Parlamento Inglese nel 1534 riconobbe Enrico come “Supreme Head of the Church of England” e poco importa se nel frattempo il volubile sovrano si fosse già stufato di Anna, fatta decapitare con le mai provate accuse d’infedeltà coniugale, incesto e stregoneria.

Meraviglia piuttosto il fatto che sia poi riuscito a trovare altre quattro incoscienti disposte a sposarlo, per un totale di due mogli decapitate, due ripudiate, una morta per i postumi di un parto ed una sola sopravvissuta al marito.

Ecco quindi che sul finire del suo regno, Enrico, diventato ormai l’ombra di se stesso sicuramente anche a causa del progredire della malattia, si trasformò poco a poco in un tiranno bizzoso e sanguinario, pronto a mandare a morte centinaia di persone in base ad un semplice sospetto, inclusi uomini del valore di Thomas Moore e del Vescovo Fisher.