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I segnali per riconoscere l’anoressia

Come riconoscere l’anoressia attraverso i segnali ‘inviati’ dalla persona che sta scivolando verso questa terribile malattia
I segnali per riconoscere l'anoressia

L’anoressia è un grave Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA). Prima che si conclami apertamente, si manifesta attraverso degli indizi premonitori. La persona assume dei tipici comportamenti e rivela sintomi i quali indicano il suo avviarsi verso tale patologia. Interpretare i segnali per riconoscere l’anoressia è il primo passo per aiutare una persona che sta scivolando verso tale patologia.

Naturalmente, per capire i sintomi dell’anoressia è necessario saperli e riconoscerli. Ciò avviene attraverso la vigilanza. Questo non vuol dire sostituirsi al medico, sarà necessario e indispensabile consultarlo prontamente appena si sospetta che una persona sta per ammalarsi. Attraverso l’osservazione critica si può intuire e sospettare se una persona ha bisogno di aiuto prima che diventi anoressica. Ciò che è importante e conoscere per riconoscere le indicazioni che invia.

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I segnali per riconoscere l’anoressia

In medicina il medico indaga i sintomi del paziente, il quale nel farsi visitare li esprime verbalmente, inoltre valuta i segnali che il corpo rimanda durante il consulto. Come premesso, nessuno può sostituirsi al medico. Purtroppo, i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) hanno alla base una psicopatologia, pertanto difficilmente la persona malata ammette di esserlo, per poi chiedere aiuto. Non lo ammette neanche a sé stessa, tale meccanismo si chiama negazione.

I segnali per riconoscere l'anoressia

L’anoressico non accetta il proprio corpo, percependosi eccessivamente grasso. Matura quindi l’obiettivo di dimagrire assumendo comportamenti sociali e alimentari sbagliati. Tali atteggiamenti sono i segnali per riconoscere l’anoressia.

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Gli indizi dell’anoressia e della bulimia

Come riconoscere l’anoressia? Nella fase di esordio di un disordine alimentare si deve prestare attenzione ai seguenti indicatori:

  • perdita di appetito apparentemente immotivata. Di solito, l’inappetenza è di natura fisiologica come nel caso di una forte gastrite. Attenzione, quindi, se la mancanza di appetito è ingiustificata;
  • rapporto tormentato con la bilancia; La persona disturbata si pesa spesso, in tempi relativamente brevi e di nascosto;
  • rifiuto ossessivo di alimenti considerati particolarmente grassi preferendo, cibi ipocalorici;
  • ansia nel vedere il proprio corpo; la persona si confronta continuamente con lo specchio;
  • irragionevole esercizio fisico con l’obiettivo di dimagrire bruciando calorie, iperattività;
  • mentire sul mangiare affermando di averlo già fatto;
  • tentare di ingannare su tipo di alimenti che si è mangiati;
  • mangiare ritualmente, ad esempio tagliando il cibo in parti piccolissimi, girarlo e rigirarlo nel piatto prima di assumerlo o cucinare senza assaggiare;
  • cambiare tipo di abbigliamento scegliendo abiti che sfinano l’aspetto;
  • consumo di grandi quantità di bevande per stimolare il senso di sazietà;
  • evitare di mangiare con altri famigliari e, più in generale, in pubblico. In questo caso subentra il timore di essere giudicati.

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Non appena si prende consapevolezza che una persona sta assumendo uno o più dei comportamenti indicati è necessario correre ai ripari consultando un medico. Le persone che scivolano verso l’anoressia vanno poi incontro a patologie severe, che tendono a cronicizzarsi. Purtroppo, non si scherza con l’anoressia, porta alla malnutrizione con conseguenze talvolta è fatali.