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I traumi da bullismo: cosa sono e come aiutare chi li ha subiti

traumi da bullismo

Di per sé il bullismo è un atteggiamento violento e come conseguenze lascia dei segni sia fisici che psicopatologici. Questi ultimi sono i cosiddetti traumi da bullismo, delle cicatrici indelebili della psiche difficili da rimarginare.

La letteratura scientifica, circa i danni da bullismo, è chiara ed esaustiva. Il fenomeno lascia delle ferite profonde su tutte le persone coinvolte: la vittima del bullismo, coloro che assistono e chi viene utilizzato dal bullo di turno, come nel caso di bullismo indiretto.

In effetti, il bullismo è considerato un’esperienza avversa nell’infanzia o ACE – Adverse Childhood Experience – ovvero un evento potenzialmente traumatico che può avere effetti negativi e duraturi sullo sviluppo di una persona. Una vera e propria lesione interiore e, nel caso specifico, un trauma da bullismo.

Chi subisce atti di bullismo, soprattutto per molto tempo e in tenera età, può maturare in seguito delle difficoltà ad interagire con altre persone, fino al caso estremo di divenire egli stesso un bullo.

Comprensione del trauma

Il trauma è un evento, una serie di eventi o un insieme di circostanze che un individuo sperimenta, sia fisicamente che emotivamente, come dannosi o, addirittura, che hanno posto in pericolo la sua vita. Queste esperienze possono avere effetti negativi duraturi sul benessere mentale, fisico, sociale, emotivo o spirituale di una persona.

Lo stress traumatico infantile si verifica quando gli eventi traumatici superano la capacità di un bambino o adolescente di farvi fronte, come ad esempio:

  • abuso psicologico, fisico o sessuale;
  • violenza domestica o avere una famiglia disfunzionale;
  • violenza nella comunità e nella scuola (incluso il bullismo );
  • disastri naturali;
  • terrorismo, guerra ed esperienze di rifugiati;
  • incidenti gravi, malattie potenzialmente letali o perdita improvvisa o violenta di una persona cara;
  • perdita o infortunio dei genitori;

Sebbene ogni bambino può reagire in modo diverso al trauma, i genitori, i tutori e gli insegnanti potrebbero essere in grado di riconoscere alcuni segni di stress traumatico.

Ad esempio, i bambini in età prescolare possono avere incubi o paura della separazione. I bambini delle scuole elementari possono provare vergogna o ansia o avere difficoltà a concentrarsi.

I bambini delle scuole medie e superiori possono mostrare segni di depressione o assumere comportamenti autolesionistici. I bambini sopravvissuti a traumi hanno maggiori probabilità di avere problemi accademici e un maggiore coinvolgimento con i sistemi di assistenza ai minori e di giustizia minorile.

La connessione tra bullismo e stress traumatico

Ogni individuo è diverso e gli incidenti che traumatizzano una persona potrebbero non influenzarne un’altra. Come studiato dal National Child Traumatic Stress Network (NCTSN), i bambini o gli adolescenti che sono stati esposti a traumi e violenze possono avere maggiori probabilità di intimidire gli altri e di essere vittime di bullismo.

Alcuni bambini che subiscono traumi e bullismo possono provare forti sentimenti di angoscia, mentre altri possono sembrare desensibilizzati. Ad esempio, uno studio sul bullismo e sullo stress post-traumatico ha scoperto che alcuni bambini possono reprimere i loro pensieri o sentimenti su ciò che è loro accaduto.

Questo può portare a intorpidimento o perdita di interesse nelle attività. Lo studio in questione ha anche scoperto che i bambini possono sperimentare pensieri intrusivi, come improvvisi flashback della loro esperienza di bullismo.

Risulta pertanto importante, anzi, fondamentale che gli adulti tutori o genitori capiscano come rispondere al bullismo e siano sensibili a possibili stress traumatici.

Come aiutare chi ha subito un trauma da bullismo

Genitori, insegnanti e altri adulti fidati possono aiutare i bambini o gli adolescenti che soffrono di stress traumatico. In pratica si tratta di apprendere come curare i casi di danni da bullismo.

Secondo i protocolli per il trattamento efficace dei traumi giovanili, sviluppato dal NCTSN (National Child Traumatic Stress Network), gli approcci che aiutano i bambini e gli adolescenti che hanno subito traumi, incluso il bullismo, sono:

  • Garantire che il bambino o l’adolescente sia al sicuro cercando modi per prevenire future esperienze di bullismo;
  • Parlare di cosa è successo e perché, per aiutare a chiarire idee sbagliate sul loro ruolo nell’evento traumatico;
  • Insegnare la gestione dello stress e le tecniche di rilassamento, in modo da aiutarli a farvi fronte.

Alcuni bambini e adolescenti possono anche aver bisogno di un aiuto professionale per trattare lo stress legato ai traumi da bullismo e / o ad altre esperienze traumatiche. In questi casi, gli operatori sanitari possono richiedere trattamenti psicologici e/o psichiatrici adeguati.

Il ruolo delle scuole e degli insegnanti nei traumi da bullismo

Le scuole possono e devono adottare un approccio informato sui danni da bullismo, formando insegnanti e personale per gestire e riconoscere lo stress traumatico o altri segni di trauma.

Delle adeguate risorse formative sono fondamentali per aiutare le scuole ad adottare approcci consapevoli sui traumi da bullismo, in modo da creare ambienti di apprendimento sicuri e di supporto. Per raggiungere tali obiettivi le risorse da mettere in campo e implementare sono le seguenti:

  • Educare il personale scolastico sui traumi da bullismo e sui suoi effetti, in modo da poterli riconoscere;
  • Promuovere la sicurezza fisica ed emotiva delle relazioni e dell’ambiente scolastico;
  • Ridurre i fattori di rischio scatenanti legati ai traumi nell’ambiente scolastico;
  • Considerare il trauma in tutti i suoi piani sia comportamentale che di valutazione e, soprattutto, conoscere i protocolli basilari di intervento;
  • Garantire che gli studenti e le famiglie abbiano voce, scelta e responsabilizzazione.

Adottando approcci informati sul trauma, le scuole possono aiutare a prevenire il bullismo e i traumi che possono accadere nella scuola e nei suoi dintorni. L’obiettivo e di creare e fornire una cultura scolastica positiva sia per gli studenti che per il personale.

Di basilare rilevanza è capire che genitori, tutori, insegnanti e scuole svolgono tutti un ruolo importante nella prevenzione e nell’affrontare il bullismo e i suoi effetti dannosi.