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Il Granduca Ferdinando I de Medici, da Cardinale a statista illuminato: breve biografia

Il Granduca Ferdinando I de Medici, da Cardinale a statista illuminato: breve biografia

Che una città per decenni tradizionalmente “rossa” e tendenzialmente anarchica come Livorno abbia per oltre quattro secoli conservato nella centrale Piazza Micheli la statua del Granduca Ferdinando I de’ Medici, oltretutto nella poco politicamente corretta posa di sovrastare quattro pirati turchi in catene, la dice lunga sul rispetto e la gratitudine che in primis i Livornesi, ma anche i Toscani tutti, continuano a nutrire nei confronti di uno dei migliori “frutti” della Casata Medicea.

Il Granduca Ferdinando I de Medici, da Cardinale a statista illuminato: breve biografia
La statua di Ferdinando I de Medici nella Piazza Centrale di Livorno

Biografia del Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici: la nascita e l’ascesa a Cardinale

Nato il 30 luglio 1549 come penultimo figlio maschio della numerosa nidiata di pargoli messa al mondo dal Granduca Cosimo I e da sua moglie, l’affascinante Eleonora da Toledo, fu dal padre destinato alla carriera ecclesiastica sulle orme di tanti suoi illustri antenati. Creato cardinale quando era soltanto tredicenne, già in queste vesti diede prova di essere un uomo risoluto, ma al tempo stesso ragionevole e di buon cuore, molto apprezzato in particolare da Papa Sisto V.

Coi soldi del padre si costruì la bellissima Villa Medici al Pincio, ora sede dell’Accademia di Francia, trasformandola in un prezioso museo dove raccolse le statue antiche, le colonne ed i frontoni romani di cui aveva fatto incetta o scoperto lui stesso in una delle campagne di scavo da lui patrocinate, cui spesso partecipava in prima persona munito di piccone.

Da Cardinale a Granduca e la promulgazione della “costituzione Livornina”

A differenza del fratello maggiore Francesco, diventato Granduca di Toscana alla morte di Cosimo I, ma incline al dispotismo, iroso, crudele (tanto da aver avallato l’uccisione della sorella Isabella e della cognata Leonora da parte dei rispettivi mariti) disinteressato al governo dello Stato e donnaiolo impenitente, Ferdinando era un uomo pacifico, affabile e raffinato, che le cose volle sempre farle in prima persona, prendendole sul serio ed avendo come obbiettivo il bene della Chiesa prima e poi, dal 1587, anno in cui alla morte del fratello Francesco dismise il galero cardinalizio per sostituirlo con la corona granducale, quello dello Stato.

Fu l’inizio di un regno che sarebbe durato ventidue anni, durante i quali la Toscana parve ritrovare la pace ed il benessere dei tempi di Cosimo I grazie a quel principe fermamente intenzionato a lasciare ai posteri le tracce visibili del suo governo con opere pensate per la pubblica utilità. Così per esempio con la cosiddetta “Costituzione Livornina” concesse a Livorno lo statuto di porto-franco, libero da gabelle ed aperto ai commerci con tutta Europa, con ciò dando uno straordinario impulso alla città che in pochi anni divenne il punto d’incontro di uomini di ogni nazionalità e religione, sempre rispettati per quello che valevano e mai discriminati per il Dio in cui credevano, alla sola condizione che rispettassero le leggi dello Stato.

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L’azione politica del Granduca Ferdinando I de Medici

La liberalità ferdinandea da Livorno si irradiò presto in tutto il Granducato che si aprì al mondo, accogliendo tanti nuovi sudditi e tante nuove istanze. La marina granducale fu ammodernata ed elevata ad uno stato d’avanguardia che le permise nel 1608 non solo di sconfiggere per due volte in battaglie navali in mare aperto i pirati turchi, ma anche di tentare la prima ed unica avventura coloniale italiana del Secolo d’Oro, con una spedizione che riuscì con successo a perlustrare parte del Brasile Settentrionale e delle Guiane, per poi finire però nel nulla a causa della sopraggiunta morte del suo promotore.

Dalla sua politica di ampie vedute trassero ovviamente beneficio i commerci, ma anche l’agricoltura e la prima industria, che trovò in un efficiente sistema di trasporti via terra e mare i necessari sbocchi all’esportazione. In campo internazionale, dopo un iniziale riavvicinamento alla Francia concretizzatosi nelle nozze di Ferdinando stesso con Cristina di Lorena (nipote prediletta della regina di Francia Caterina de’ Medici) che gli avrebbe regalato con cadenza quasi annuale ben nove fra figli e figlie, e nell’organizzazione di quelle della nipote Maria (figlia del defunto fratello Francesco) col nuovo re di Francia Enrico IV, ecco che per non scontentare troppo la Spagna Ferdinando fece sposare il suo primogenito Cosimo ad una Arciduchessa d’Austria, Maria Maddalena d’Asburgo.

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La costruzione delle Cappelle Medicee e l’improvvisa morte

Col passare degli anni ed il pensiero rivolto alla posterità Ferdinando volle portare a termine il progetto ideato da suo padre Cosimo I, facendo erigere dall’architetto Nigetti a partire dal 1604, a lato della Chiesa di San Lorenzo a Firenze, le Cappelle Medicee, cioè lo splendido mausoleo costruito ad imperitura memoria della sua Casata per raccogliere le spoglie dei Granduchi e dei loro familiari.

E ad inaugurarlo fu proprio lui, Ferdinando, morto improvvisamente il 7 febbraio del 1609 al rientro da una partita di caccia dopo aver avvertito un terribile mal di ventre, che a detta dei medici chiamati al suo capezzale era dovuto ad un’occlusione intestinale.

Ebbe appena il tempo di convocare il suo primogenito e benedirlo, per poi spirare fra le sue braccia. Sarebbe stato sepolto come da sue esplicite disposizioni senza sfarzo e nella massima semplicità.

Lasciava una Toscana economicamente rifiorita ed uno Stato pacifico e, per quei tempi, estremamente moderno e tollerante in fatto di diritti, tant’è che ognuno poteva risiedervi e lavorare in pace, senza fisime razziali o inquisitoriali, sia che si trattasse degli Ebrei esuli dalla Spagna, dei Protestanti cacciati dalla Francia o dei Cattolici perseguitati in Inghilterra. Anche qui stanno la modernità e la grandezza di questo Granduca.