@trentaminuti > Storia > Riassunti di storia > Il riassunto della battaglia di Caporetto

Il riassunto della battaglia di Caporetto

Il riassunto della battaglia di caporetto

La battaglia di Caporetto è passata alla storia come la più grande disfatta del regio esercito italiano. Il fatto avvenne durante la prima guerra mondiale, che vedeva contrapposti, tra gli altri eserciti, quello austro-tedesco contro e le truppe italiane.

Il riassunto della battaglia di Caporetto è che da una disfatta ebbe inizio la rivincita, che portò l’Italia ad aggiudicarsi l’intero conflitto.

In breve, dall’inizio della guerra il fronte austro – italiano non aveva subito grandi stravolgimenti. I confini, dopo aspre battaglie, sostanzialmente rimanevano sempre gli stessi.

Per dare una svolta a questa situazione, gli austriaci chiesero truppe ai tedeschi, in quel momento impegnati su altri fronti del conflitto. Inizialmente riluttanti, i generali del Kaiser Guglielmo II di Prussia e Germania aderirono alla richiesta.

In gran segreto, facendole muovere di notte, l’alleanza austro-tedesca ammassò le sue truppe nella zona di Caporetto, in quel momento considerata, a ragione, la più debole delle linee italiane.

L’inizio della battaglia di Caporetto

Gli scontri iniziarono il 24 ottobre del 1917, alle due del mattino, con un massiccio bombardamento sulle linee italiane. Esso era solo l’esordio della disfatta di Caporetto.

Proiettili al gas e convenzionali fecero strage dei soldati del regio esercito. Successivamente gli austriaci, rafforzati da sette divisioni tedesche, sfondarono le linee italiane nei pressi di Caporetto, penetrando in profondità per 150 km.

La disastrosa ritirata italiana a questa offensiva, durante la quale gli austro-tedeschi fecero un gran numero di prigionieri e misero le mani su una grande quantità di armi e materiali, rischiò di aprire al nemico l’accesso alla Pianura Padana.

I bollettini di guerra tedeschi, esultanti, batterono la notizia di un bottino di 250.000 prigionieri e 2.300 cannoni.

Re Vittorio Emanuele III, nel convegno dell’8 novembre a Peschiera, respinse la proposta alleata di arretrare il fronte fino al Mincio. Così le truppe italiane si attestarono sulla riva destra del fiume Piave e, dalla tenuta di questa linea di resistenza, un anno dopo, iniziarono la riscossa verso la conclusione vittoriosa della guerra.

Potrebbe interessarti: La disfatta di Caporetto: le fasi della sconfitta

Sul piano politico interno, per arginare il panico, al posto di Boselli venne nominato presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando. Cambia anche il vertice militare: Cadorna fu sostituito dal generale Armando Diaz, che abbandonò la spietata disciplina del suo predecessore nei confronti dei soldati.