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Ivan Vasilevic detto “il Terribile”: breve biografia del primo Zar di tutte le Russie

Ivan il terribile: breve biografia

Il 25 agosto del 1530 nasceva Ivan Vasilevic, primo Zar di tutte le Russie, passato alla storia come “il Terribile”.

Rimasto presto orfano di entrambi i genitori, da bambino fu l’impotente testimone degli orrori della guerra civile che opponeva due distinte fazioni di boiari (gli appartenenti alla nobiltà feudale russa), desiderosi di ampliare la loro sfera di potere approfittando della minor età del principe.

La violenza di Ivan il Terribile

La quotidiana familiarità con la violenza lo rese conseguentemente immune al sentimento della pietà e ne segnò il carattere, caricandolo di un cinico sadismo, tanto che da adolescente si divertiva per passatempo a bastonare, insieme ai suoi compagni di bagordi, gli ignari passanti o a gettare animali vivi dalle mura del Cremlino.

Non avendo conosciuto alcun freno inibitorio, non tardò ad imporsi con l’unico mezzo che gli era familiare, la violenza, eliminando poco a poco quanti secondo lui gli avevano guastato la gioventù (precettori, ministri e capi-fazione) ed affermando con vigore la propria autorità assoluta che, essendo secondo la concezione dell’epoca di origine divina, gli dava potere di vita e di morte sui suoi sudditi, da lui considerati alla stregua di schiavi.

L’incoronazione a Zar di Ivan il Terribile

Suggestionato dall’essere discendente di una Paleologa, cioè di un’appartenente alla famiglia dell’ultimo Imperatore bizantino, dopo la caduta in mano mussulmana di Costantinopoli, la cosiddetta “Seconda Roma”, nel 1547 si fece incoronare Zar (“Cesare”) di tutte le Russie, come ideale continuatore a Mosca, da lui idealmente elevata al rango di “Terza Roma”, dei fasti dell’Impero Romano.

Con lui la Russia divenne uno Stato moderno e temibile, perché ripulito dalle faide interne che per decenni ne avevano minato le basi, anche se tutto ciò fu realizzato al prezzo di crudeltà e stragi efferate, compiute a partire dal 1550 per mano degli “strelizi”, i miliziani personali dello Zar.

Una serie di lutti familiari iniziati con la morte del figlio Dimitrij e dell’adorata prima moglie diede un ulteriore colpo alla sua già precaria stabilità mentale, inducendolo a richiudersi in lunghe veglie di preghiera e penitenza, intervallate però da sedute di tortura o dalle spettacolari esecuzioni pubbliche cui condannava senza pietà i malcapitati che incappavano nei suoi sospetti.

La creazione delle truppe  “truppe di Satana”

Il periodo della cosiddetta “Opricnina”, della suddivisione cioè del territorio della Moscovia in due parti, di cui la principale (la Opricnina, per l’appunto) riservata al suo dominio personale e la restante a quello dei boiari che avevano avuto la fortuna di rimanere in vita fino ad allora, segnò il culmine della sua follia, perché vide la creazione di un ulteriore corpo di miliziani scelti, chiamati “le truppe di Satana”, il cui unico compito consisteva nell’annientamento di tutti i rivoltosi, veri o presunti.

In particolare la città di Novgorod, che aveva osato opporsi a tanta prepotenza, fu letteralmente rasa al suolo con strage di tutti i suoi abitanti.

In tarda età Ivan IV non risparmiò neppure i parenti prossimi. Fece infatti abortire la nuora, colpendola con un calcio perché accusata di vestirsi in maniera non consona, e reagì nei confronti del figlio Ivan, che lo aveva preso a male parole per quella efferatezza, assestandogli una bastonata in testa che lo mandò all’altro mondo, salvo poi pentirsene tanto da cercare di suicidarsi sbattendo il capo contro un muro.

Per il sollievo di tutti, famigliari compresi, nel 1584 morì avvelenato, come avrebbe dimostrato in epoca sovietica un’analisi condotta sulle sue ossa.