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Josef Mengele: il serial killer medico nazista detto l’angelo della morte

Soprannominato “angelo della morte” il dottor Josef Mengele, il serial killer medico tedesco, avviò un programma di eugenetica per il raggiungimento dell’igiene razziale tanto invocata da Hitler, uccidendo circa 3000 bambini

Josef Mengele: il serial killer medico nazista detto l'angelo della morte

La guerra è sempre fautrice di atroci aberrazioni perpetrate da uomini senza scrupoli né coscienza. Uno di questi è, senza dubbio, Josef Mengele, il serial killer medico nazista il quale, in nome dell’ideologia nazista sull’igiene razziale, avviò degli esperimenti usando bambini come cavie prese direttamente dal campo di Auschwitz.

Privo di ogni coscienza e qualsiasi scrupolo questo omicida seriale, legittimato dal momento storico che vedeva la Germania nazista alla ricerca della purezza della razza, agì decimando migliaia di bambini, per lo più ebrei. L’angelo della morte Josef Mengele, per i suoi perversi esperimenti, poteva attingere all’enorme contenitore di cavie internate nel lager di Auschwitz.

Operò impunemente con il placet del regime il quale, peraltro, costituì una struttura scientifica e amministrativa – definita Aktion T4 – ideata specificatamente a scopi di eugenetica. In ogni caso Mengele, l’omicida seriale tedesco, eseguì i suoi esperimenti medici uccidendo, tra inimmaginabili sofferenze, circa 3000 bambini.

L’Angelo della morte, così fu soprannominato il serial killer Josef Mengele, riuscì a farla franca riparando in America latina, dove, secondo molti, visse agiatamente fino al decesso, avvenuto in modo naturale.
Josef Mengele, lo spietato omicida seriale capitano medico delle SS nazista, commise i suoi crimini agendo in nome di un’ideologia. Questo non giustifica i crimini che ha commesso. Per le sue atrocità, naturalmente, rimane noto come uno tra i serial killer più famosi della storia.

Josef Mengele: il serial killer medico nazista detto l’angelo della morte

Laureato in antropologia e medicina il capitano delle SS Josef Mengele è noto per due motivi: la crudeltà con la quale operò ad Auschwitz e per averla fatta franca senza essere punito per i suoi delitti. Tuttavia risulta ancora oggi tristemente noto per i crudeli esperimenti medici e di eugenetica che svolse, usando come cavie umane i deportati, anche bambini, del campo di concentramento di Auschwitz.

Josef Mengele e l’ossessione per i gemelli

I suoi studi nel campo riguardarono essenzialmente due aspetti: il fondamento biologico dell’ambiente sociale, la trasmissione dei caratteri, i tipi razziali e infine persone con elementi di anormalità (difformità, sviluppi morfologici anomali). Tali studi vennero condotti quasi esclusivamente sui gemelli, che rappresentavano la sua principale ossessione.

Nel 1944, selezionarono e trasportarono alcuni gemelli nei quartieri specializzati in test sulle affinità genetiche. A Mengele fu dato un numero illimitato di questi “esemplari” che potevano così essere studiati in maniera casuale.Secondo il  Dr. Miklos Nyiszli, medico antropologo ebreo deportato, Auschwitz mise a disposizione moltissimi esseri umani, maschi e femmine, da sperimentare come normali cavie.

Josef Mengele, il serial killer tedesco, poteva servirsene a suo piacimento. Fece su di essi esperimenti medici casuali e di comparazione. Ben presto tutti nel campo avevano ben chiaro che, quando una coppia di bambini si avviava per la sala infermieristica, non avrebbe fatto più ritorno.

Le testimonianze sulle atrocità dell’Angelo della morte

“Tre volte la settimana siamo stati portati ad Auschwitz in un grande edificio di mattoni, una sorta di grande palestra. Siamo rimasti lì circa sette o otto ore, con le persone in camice bianco che ci guardavano e prendevano appunti. Studiavano anche ogni parte del nostro corpo. Facevano fotografie, misuravano le nostre teste, le braccia e confrontavano le reazioni di un fratello con l’altro. Gli esperimenti non si concludevano con la morte della coppia. In seguito avveniva la dissezione dei cadaveri per la conclusione delle analisi mediche.” (dai libri di Nyiszli e Lifton.)

Josef Mengele: il serial killer medico nazista detto l'angelo della morte

Furono circa 3.000 bambini i bambini selezionati come cavie, circa 200 riuscirono a sopravvivere quando il campo fu liberato dall’esercito sovietico il 27 gennaio 1945.

Una delle sopravvissute a tale orrore, Rita Prigmore racconta: “Nel mondo di Hitler tutti avrebbero dovuto essere biondi con gli occhi azzurri. hanno strappato me e mia sorella gemella dalle braccia di mia madre appena nate. Volevano cambiarmi il colore degli occhi. Purtroppo mia sorella è morta dopo sei settimane. Non aveva ancora compiuto due mesi“. Rimase uccisa dagli stessi assurdi esperimenti di eugenetica nella clinica dell’università di Wuerzburg, in Baviera, dove il dottor Werner Heyde, membro chiave del programma di eutanasia nazista, operava in stretto contatto con il suo maestro Joseph Mengele.

La latitanza e la morte del serial killer Josef Mengele

Nonostante questi orrori Josef Mengele, il serial killer tedesco responsabile della morte di migliaia di bambini,  è sopravvissuto alla cattura e al processo di Norimberga grazie alla sua fuga in Sud America, passando attraverso l’Italia con l’auspicio del progetto Odessa. Scattarono le sue ricerche a cui parteciparono i servizi segreti israeliani, il governo statunitense e le stesse autorità tedesche ma non fu mai catturato.

Josef Mengele: il serial killer medico nazista detto l'angelo della morte

Visse indisturbato in diverse nazioni dell’America latina utilizzando diverse identità. Peraltro, lavorò per un periodo nella stessa industria della famiglia Mengele, la quale aveva degli stabilimenti in Sud America. Morì nel 1979 di attacco cardiaco mentre faceva il bagno nell’oceano. Ebbe sepoltura nella cittadina brasiliana di Embu das Artes sotto la falsa identità di Wolfgang Gerhard. Nel 1992 la sua identificazione avvenne con certezza grazie alla comparazione con il  DNA del fratello.