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La Congiura delle Polveri nell’Inghilterra del seicento

la congiura delle polveri nell'inghilterra del seicento

“Remember, remember the 5th of November / the Gunpowder treason and plot”. Al canto di questa filastrocca nelle campagne e nelle città del Regno Unito da circa 400 anni questa sera si festeggia la “Bonfire night”, nel corso della quale viene bruciata in cima a grandi falò l’effigie di Guy Fawkes, diventata famosa perché usata a mo’ di maschera da anarchici ed “hackers” del web.

Si vuole così ricordare il fallimento del cosiddetto “Gunpowder Plot” (“la Congiura delle Polveri”), ideata nel 1605 da un manipolo di estremisti cattolici intenzionati a far saltare in aria il Parlamento inglese proprio nel giorno in cui re Giacomo I Stuart avrebbe dovuto visitarlo, in occasione dell’apertura dell’anno parlamentare.

Il sovrano, da soli due anni succeduto sul trono d’Inghilterra ad Elisabetta I, a dispetto delle promesse fatte in precedenza di alleggerire le pesanti discriminazioni anti-cattoliche presenti nel suo Paese d’adozione (lui, infatti, era di nascita scozzese), le rese ancora più severe, suscitando il risentimento di quanti videro frustrate le speranze che in lui avevano inizialmente riposto.

Così il cattolico Robert Catesby nel maggio del 1604 riunì in una locanda quattro compari coi quali condivideva l’idea che, essendo andata persa la possibilità di ottenere per via pacifica l’auspicata tolleranza in campo religioso, non restava che ricorrere alla violenza.

Fra quegli uomini spiccava la figura del Fawkes, il più fanatico di tutti, che qualche anno prima aveva combattuto nelle Fiandre al fianco degli Spagnoli (acerrimi nemici degli Inglesi) contro i calvinisti olandesi.

la congiura delle polveri nell'inghilterra del seicento

Il suo piano prevedeva che, una volta sbarazzatisi del re e dei suoi ministri, i congiurati avrebbero scelto un personaggio compiacente o comunque a loro favorevole per insediarlo sul trono che era stato di Giacomo I.

Per poter realizzare il loro folle piano però quegli uomini avevano bisogno di reclutare altri complici, in tal modo aumentando esponenzialmente il rischio che qualcuno spifferasse tutto. Senza perdersi d’animo, il Fawkes prese in affitto con una scusa lo scantinato sottostante all’aula parlamentare e poco a poco vi stipò 36 grossi barili pieni di polvere da sparo.

Tuttavia, l’errore che perse lui e gli altri congiurati fu commesso da un loro complice che, preso da uno scrupolo di coscienza, il 26 ottobre del 1605 con un biglietto anonimo avvisò suo cognato, che era un deputato, di non presentarsi in Parlamento il 5 novembre successivo, a rischio della sua stessa vita.

Quest’ultimo, impauritosi, avvertì della cosa il Segretario di Stato, il quale a sua volta informò il Re che dispose un’accurata ispezione di tutto il Parlamento, cantine comprese. Sorpreso ad aggirarsi con fare sospetto nei pressi di Westminster verso la mezzanotte del 4, Fawkes fu così arrestato e, dopo essere stato sottoposto a tortura, finì per rivelare il suo piano, facendo il nome dei complici ed indicando il nascondiglio di tutti quei barili di polvere da sparo.

Terribile fu il castigo riservato a lui ed agli altri congiurati, condannati ad essere impiccati con un nodo scorsoio atto solo a tramortirli quel tanto che bastava però affinché potessero comunque vedere il boia intanto che li sventrava vivi.

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Sanguinaria fu anche la repressione anti-cattolica che ne seguì e che costò la vita a migliaia di innocenti, uccisi solo per il fatto di essere dei “papisti”. Si dovette poi attendere oltre due secoli prima che tali discriminazioni finissero, anche se ancora oggi, nella filastrocca del “Remember”, un versetto recita: “a rope, a rope to hang the Pope” (“una corda, una corda per impiccare il Papa”), segno che le tradizioni in Inghilterra sono davvero dure a morire.