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La reggia di Versailles: la storia, gli artisti e gli aneddoti sulla sua costruzione

La regia di Versailles: la storia, gli artisti e gli aneddoti sulla sua costruzione

Mai a memoria d’uomo s’era visto nulla di così sfarzoso e stupefacente. Ma così il giovane re Luigi XIV di Francia volle che fossero i festeggiamenti che, a partire dal 7 maggio del 1664 e per la durata di una settimana, si svolsero in occasione dell’inaugurazione della reggia di Versailles, col sottofondo dei “Divertissements” musicali composti per l’occasione dal “Maitre Compositeur” di corte, Jean-Baptiste Lully.

Costui altri non era che il fiorentino Giovanni Battista Lulli, nato nel 1632 in una casa sull’attuale Lungarno Vespucci, dove una targa lo ricorda tuttora, giunto in Francia tredicenne per aiutare Mademoiselle de Montpensier ad impratichirsi nel suo stentato italiano e poi diventato, in conseguenza dell’assidua frequentazione delle feste dalla sua Signora, un provetto ballerino oltreché un geniale compositore musicale.

A rendere indimenticabili quelle giornate contribuirono anche gli spettacoli teatrali inscenati dal commediografo Molière ed in particolare “Les Plaisirs de l’Ile Enchantée”, scritto in onore di Louise de la Vallière, la nuova fiamma del sensuale sovrano. L’isola incantata di quella commedia era proprio la Reggia di Versailles, che sembrava emergere al centro della moltitudine di laghetti, fontane e piscine che punteggiavano lo sconfinato parco ed i giardini all’italiana disegnati dal “jardinier royal” André Le Notre.

Le fontane e i giardini della reggia di Versailles di Andrè Le Notre

Quest’ultimo faceva parte dell’eccezionale trio di architetti ed artisti cui Luigi XIV aveva dato carta bianca, soltanto tre anni prima, per trasformare quello che fino ad allora era stato il modesto “Casino di caccia” fatto costruire da suo padre Luigi XIII al centro di una immensa tenuta boschiva, in una magnifica reggia che testimoniasse la “Grandeur” della Francia di quei tempi, incarnata dal “Re Sole” che ne era il sovrano assoluto.

La regia di Versailles: la storia, gli artisti e gli aneddoti sulla sua costruzione
Veduta dei giardini della regia di Versailles

Lo zelante Le Notre, per portare a termine al meglio la sua missione, ideò innovative soluzioni idrauliche per permettere a tutte quelle fontane di far zampillare acqua a getto continuo; trapiantò intere foreste dalla Normandia; importò da Costantinopoli 50.000 bulbi di tulipani ed altri fiori rari ed impiegò l’esercito per scavare canali e laghetti a tempo di record.

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La costruzione della reggia: gli architetti e gli artisti  che vi contribuirono

La costruzione del palazzo fu affidata all’architetto Louis Le Vau, mentre per la realizzazione degli addobbi interni e la decorazione delle pareti fu incaricato il pittore Charles Le Brun, allievo di Poussin e capo dell’Accademia Reale di Pittura e Scultura, che Luigi prepose anche alla direzione della prestigiosa fabbrica dei “Gobelins”, capace di sfornare a getto continuo arazzi, tappezzerie, mosaici, specchi ed arredi di grande prestigio e squisita fattura.

Quella stessa squadra di artisti aveva già dato prova della sua straordinaria valenza qualche anno prima, quando su commessa dell’allora Ministro delle Finanze Nicolas Fouquet aveva realizzato, ancora una volta a tempo di record, il bellissimo Castello di Vaux-le-Vicomte, integralmente pagato coi proventi delle “tangenti” intascate proprio dal Fouquet nel corso della sua lunga carriera ministeriale.

Se tutto fosse stato fatto con discrezione, forse la cosa sarebbe anche passata inosservata, anche perché a rubare certamente non era stato soltanto lui, ma il Fouquet, desideroso di mostrare al mondo intero il suo prestigioso status sociale, volle davvero strafare costruendo una meraviglia che imprudentemente sovrastava in bellezza le residenze reali fino ad allora disponibili per il suo giovane re, che ovviamente non digerì il fatto di essere stato “surclassato” da un sottoposto.

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L’arresto del Ministro Nicolas Fouquet durante l’inaugurazione

Così, invitato nell’estate del 1661 alla festa inaugurale, pur dissimulando affettato stupore e compiacimento, dopo essersi reso conto di quanto poteva essere costato quello splendore decretò l’immediato arresto del suo ministro, ordinando che contro di lui fosse istruito un processo per corruzione che, se soltanto per un soffio non si concluse con la sua condanna a morte, gli costò però l’imprigionamento a vita nella sperduta fortezza di Pinerolo, allora in mano francese.

Da qui dunque l’idea di Luigi di realizzare con gli stessi artisti il meraviglioso palazzo che sarebbe stato la “sua” reggia, degna residenza di “Sole” ormai giunto all’apice della sua potenza ed inno di gloria al suo sconfinato ego, ben rappresentato dal famoso assioma “l’état ç’est Moi!”