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La sacra rota: storia e funzioni del tribunale della Santa Sede

La sacra rota: storia e funzioni

Molti la conoscono come Sacra Rota, in realtà il nome corretto è Tribunale della Rota Romana. E’ un istituzione che pur avendo una storia antichissima è giunta indenne fino ai giorni nostri. Per abbreviazione popolare, è conosciuta con il nome di Sacra Rota. Comunque la si voglia chiamare è l’organo con funzioni giudiziarie dello Stato Città Vaticano.

L’accezione “sacra” porta a pensare che si occupi di vicende divine. In parte è così. Di fatto, la Sacra Rota tratta anche questioni di diritto canonico quindi, se vogliamo, sacre. Come nel caso di dichiarazione di nullità del sacro vincolo del matrimonio, norma di recente riformata da Papa Francesco.

Di fatto, i più associano la Sacra Rota esclusivamente al suo ruolo nella dichiarazione di nullità del matrimonio. In verità, il Tribunale della Rota Romana ha delle funzioni più ampie e complesse. Una peculiarità la distingue dalle altre corti di giustizia; la sua giurisdizione è universale. Nelle sue funzioni, la Sacra Rota ha potere in ogni parte del mondo.

Sebbene a cavallo dell’unità d’Italia ha subito un’interruzione, probabilmente  la Sacra Rota è il tribunale più antico della storia ancora in attività. Certo le sue funzioni, i suoi riti, i codici, le procedure e leggi si sono evolute, adeguandosi, di pontefice in pontefice, ai propri tempi. Quindi, il funzionamento della Sacra Rota si è evoluto nelle varie epoche che si sono succedute. Un’ultima considerazione è doverosa; questo tribunale rimane ancora un’importante dicastero della Santa Sede. 

La Sacra Rota: la storia

Tracciare gli eventi significativi della Sacra Rota, per uno storico, non è un’impresa ardua. D’altra parte ha lasciato, nell’arco della sua storia, un’infinità di documenti, sentenze, elenchi e atti normativi. Essi sono tutti agevolmente riferibili nel tempo e, per un ricercatore, facilmente consultabili. Peraltro, il Tribunale della Rota Romana ha un assetto attuale riferibile direttamente alla sua storia.

La sacra rota: storia e funzioni

 

Per quanto riguarda le origini, ai membri dalla Cappella Domini Papae, fin dal 1100, era dato il compito di studiare le cause e le controversie da affidare al Papa. Con il pontefice Lucio III (1181 al 1185) si trovano i primi riferimenti alla Cancelleria Apostolica. All’epoca, questo istituto svolgeva compiti di organizzazione amministrativa anche per i fatti “penalmente” rilevanti. C’è da segnalare che gli storici sono in contrasto tra loro circa quest’ultima tesi sull’origine della Sacra Rota.

Con il trascorrere del tempo, si parla di secoli, i Papi organizzano e formalizzano dei propri tribunali. Tuttavia, la legittimazione della Sacra Rota si ha il 16 dicembre 1331. In quella data, Giovanni XXII  con la bolla Ratio iuris  istituzionalizza, per la Chiesa Romana,  il suo tribunale.

Il termine “rota”, fu rinvenuto per la prima volta in alcuni documenti relativi a casi giudiziari avvenuti nel 1336.

Da allora, attraverso varie riforme circa la composizione, le attribuzioni e le funzioni, il Tribunale della Rota Romana è giunto fino ai giorni nostri.

Una curiosità: il nome Sacra Rota, probabilmente, deriva dall’aula circolare nella quale si riunivano i giudici per deliberare.

 

La Sacra Rota: le sue funzioni

Oltre al Tribunale della Rota Romana, la magistratura della santa sede è composta dai tribunali locali. Essi, nello specifico sono due. Il primo è il tribunale diocesano, retto dal Vescovo della diocesi per i giudizi di primo grado. Il secondo è il tribunale metropolitano, amministrato dall’Arcivescovo metropolita, competente per gli appelli provenienti dal tribunale diocesano.

Il Tribunale della Rota Romana è l’istituzione attraverso la quale giudica direttamente il Sommo Pontefice, avvalendosi della delegata potestà che concede ai  giudici rotali, detti uditores.

Ciò premesso, il principio su cui si basa l’attività della Sacra Rota è la tutela della Chiesa. Nelle sue funzioni, traccia le linee fondamentali della giurisprudenza dello Stato Vaticano. In più, garantisce che le stesse siano applicate in modo uniforme in ogni luogo. Fornisce le disposizioni di indirizzo per le attività dei tribunali inferiori, supervisionandoli e coadiuvandoli. Non è poco se si pensa che la sua giurisdizione è universale.

La Sacra Rota: il funzionamento nei gradi di giudizio

La sacra rota: storia e funzioni Per i casi in giudizio, la Sacra Rota è tribunale di primo grado su questioni civili i cui imputati siano i vescovi o altri enti e istituzioni dipendenti direttamente dalla Città del vaticano. In questo grado, è competente anche per i casi avocati dal pontefice, sia per sua decisione (motu proprio) che per richiesta delle parti.

E’ un tribunale d’appello – di secondo grado – per le decisioni di ordine canonico. Il primo grado spetta ai tribunali diocesani, retti dal vescovo territoriale.

Il terzo grado è esercitato per quei casi, non ancora passati in giudicato, provenienti dai tribunali esterni (metropolitani e diocesani).

Il Pontefice, quale regnante dello Stato Vaticano, può intervenire e inviare in secondo grado i casi che gli vengono segnalati dai tribunali diocesani.

Riassumendo, nelle sue funzioni, la Sacra Rota romana ha un autorità specifica in primo grado ed è  Tribunale d’appello, concorrente con i Tribunali esterni (diocesani e metropolitani), in secondo grado. Presso il  Tribunale della Rota Romana vengono trattate anche cause penali e le cosiddette causae iurium, riguardanti i diritti in genere, provenienti da tutto il mondo.

 

Le cause  del Tribunale della Rota Romana vengano trattate in sessioni di tre uditori. Essi sono di nomina papale, anche se ad alcune nazioni è concesso il diritto di nominarne alcuni. Le cause della Sacra Rota vengono trattate in lingua latina. La sede di questo prestigioso tribunale è il palazzo della cancelleria apostolica, nel cuore di Roma.

Per dovizia di cronaca: c’è un ulteriore dicastero appartenente alla magistratura della Santa Sede, è il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Fa capo direttamente al Papa, è equiparabile alla suprema Corte di Cassazione. Pertanto può riformare le sentenze rotali da un punto di vista di legittimità e non di merito.