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Lorenzo de Medici detto il Magnifico: breve biografia del mecenate di Firenze

Lorenzo de Medici detto il Magnifico: breve biografia del mecenate di Firenze

Quando venne al mondo il primo giorno di gennaio del 1449 il palazzo di famiglia, situato in via Larga a Firenze, era ancora in costruzione. Lo aveva commissionato il nonno Cosimo all’architetto Michelozzo, perché l’iniziale progetto del Brunelleschi (l’”archi-star” di quei tempi) gli era sembrato troppo sfarzoso per una Casata di mercanti e banchieri che, come tali, non dovevano dare troppo nell’occhio per non suscitare invidie e maldicenze.

L’attesa per il figlio maschio della famiglia

Dopo la nascita di due femmine, il babbo Piero e la mamma, Lucrezia Tornabuoni, aspettavano con ansia l’arrivo del tanto sospirato erede maschio che, a Dio piacendo, si sarebbe un giorno fatto carico delle fortune e delle responsabilità dell’intero clan familiare.

Da una quindicina d’anni ormai i Medici, agendo col guanto di velluto in quella che dopo tutto era ancora una repubblica, almeno nominalmente, controllavano a Firenze vita, morte e miracoli e di quel bimbetto, cui fu imposto il nome di Lorenzo, avevano un grande bisogno perché su di lui si poggiavano le sorti future della loro “roba” e della reputazione di tutta la famiglia.

Il battesimo di Lorenzo de Medici detto il Magnifico

Che Lorenzo fosse un predestinato a compiere qualcosa di grande e davvero “Magnifico”, lo si intuì subito, perché a fargli da padrini di battesimo nel giorno dell’Epifania si precipitò una combriccola di “compari” di tutto rispetto.

Oltre all’arcivescovo di Firenze infatti si presentarono tutti gli ufficiali del reggimento cittadino e persino Federico da Montefeltro, superbo Signore di Urbino, per il tramite di un proprio uomo di fiducia.

Lorenzo de Medici detto il Magnifico: breve biografia del mecenate di Firenze
Benozzo Gozzoli: La processione dei Magi. Lorenzo de Medici compare decenne, a cavallo che guida il corteo

Qualche anno più tardi il maestro Benozzo Gozzoli lo avrebbe ritratto decenne nell’affresco raffigurante la cavalcata dei Magi che adorna la Cappella del palazzo di famiglia, con la zazzera e l’occhio furbo, mentre a piedi precede re Gaspare, anche se l’entusiastica “vox populi” lo identificò subito con quest’ultimo: bello, elegante, ben vestito ed in groppa ad un destriero bianco.

In verità Lorenzo bello non lo fu mai, ma era dotato di un’intelligenza superlativa che, insieme ai modi da “piccolo principe” appresi in famiglia, ad eccezionali capacità diplomatiche e ad un’inclinazione naturale verso tutto quanto rappresentasse arte, bellezza e cultura, ne fece un personaggio straordinario.

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Il matrimonio di Lorenzo il Magnifico e la “congiura dei Pazzi”

Altrettanto straordinario e riuscito fu il suo matrimonio con Clarice Orsini, dama appartenente ad un’antica e nobile casata romana dalla quale erano usciti papi e cardinali, che però i Fiorentini “doc” (un po’ con la puzza sotto il naso) considerarono sempre alla stregua di una “straniera”.

Di Firenze Lorenzo poco a poco divenne il “principe senza corona”, gestendola per oltre un ventennio alla stregua più o meno di un monarca assoluto, col risultato però di suscitare anche le invidie e gelosie sfociate poi nel 1478 nella famosa “Congiura dei Pazzi”.

Coi Medici costoro avevano il dente avvelenato non solo per motivi concorrenziali, operando entrambe le Casate nel settore bancario, ma anche perché Lorenzo aveva ottenuto dalla Magistratura cittadina, che iniziava tacitamente ad ubbidirgli, una “leggina” ad hoc che privava Giovanni de’ Pazzi del legittimo diritto di ricevere l’eredità del suocero appena defunto.

Dalle pugnalate che costarono la vita al fratello Giuliano, Lorenzo riuscì fortunosamente a scampare, sia perché ebbe la prontezza di rifugiarsi nella sagrestia della Cattedrale dove avvenne l’agguato, sia per la pessima organizzazione della congiura stessa, non per nulla stigmatizzata dal Machiavelli nella sua “Storia Fiorentina”.

La reazione “palleschi” alla congiura contro i Medici

La reazione dei “palleschi” (i sostenitori di Casa Medici) fu immediata e sfociò in una terribile carneficina di cui fecero le spese in tanti, responsabili e non, compreso l’arcivescovo di Pisa Francesco Salviati, inviato a Firenze da papa Sisto IV, noto simpatizzante dei Pazzi.

Saputa la notizia, in un eccesso di collera papa Sisto non esitò a definire Lorenzo “figlio dell’impurità e prediletto della perdizione”, con ciò scomunicando oltre a tutti i Fiorentini anche lui che, per colmo d’ironia, sarebbe diventato il padre di un papa, Leone X, e lo zio di un altro, Clemente VII.

Il conflitto causato dalla congiura dei Pazzi

Ne scaturì un conflitto militare fra la Repubblica Fiorentina, spalleggiata da Milano e Venezia, e lo Stato Pontificio alleato del Regno di Napoli , e fu proprio grazie alle capacità diplomatiche di Lorenzo, inviato alla corte di re Ferdinando d’Aragona a Napoli durante l’inverno 1479/80, se poi le cose si sistemarono con un accordo ragionevole per tutti.

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Per Lorenzo fu l’apoteosi e la definitiva consacrazione a “Pater Patriae”, che avrebbe mantenuto sino alla fine dei suoi giorni, così potendosi finalmente concentrare sul suo illuminato mecenatismo che contribuì a rendere Firenze quel gioiello d’inestimabile valore che tutto il mondo ci invidia.