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L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma

Tra i luoghi suggestivi della città eterna c’è l’ossario dei Cappuccini di Via Veneto. Un attrattiva della Roma segreta, un luogo poco noto dove con maniacale ingegno sono esposte con arte barocca le ossa di 4000 frati cappuccini.

L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma
L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma

Alla domanda cosa c’è da vedere a Roma è difficoltoso rispondere, una città con millenni di storia è uno scrigno di tesori artistici e folcloristici più o meno noti. Tra questi c’è l’ossario dei Cappuccini in Via Veneto; un posto fuori dagli schemi che merita una visita, essendo un luogo unico nel suo genere. Da molti definito il museo degli scheletri si trova fuori dai circuiti turistici tradizionali. Tecnicamente si tratta di un ipogeo, trovandosi in una posizione sotterranea. In realtà è una cripta dei Cappuccini,  piena di ossa ma non è un cimitero, come molti lo considerano.

L’ossario dei Cappuccini in Via Veneto a Roma è strettamente legato alla chiesa che lo ospita: Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, nota anche come Nostra Signora dei Cappuccini. Nonostante che la chiesa al suo interno conservi uno splendido quadro di San Francesco in preghiera del Caravaggio, il luogo è un’attrattiva più per la sua cripta, decorata con le ossa di circa quattromila frati appartenenti all’ordine dei Cappuccini. Un sito strano, forse macabro o impressionante, di certo fuori dagli schemi turistici tipici della città eterna. Se vogliamo un posto della Roma segreta, non perché l’ossario dei Cappuccini è precluso dalla conoscenza ma fa parte di quei posti poco noti che comunque hanno una propria attrattiva.

L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma
L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma

A volte definito impropriamente il cimitero dei frati, si colloca ai piedi di Via Veneto, quindi a ridosso della splendida Piazza Barberini. Precisamente al civico 27 della Via romana nota per la dolce vita  c’è questo luogo, in antitesi con l’epoca felliniana dei divi e i paparazzi. Un luogo se vogliamo misterioso, dove la morte viene esorcizzata e presentata in maniera diversa dagli schemi. L’esposizione delle ossa è infatti costruita con un maniacale ingegno. All’ingresso della cripta vera e propria troneggia una scritta ammonitrice: “Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete”.

L’ossario dei frati Cappuccini di Via Veneto a Roma: la sua storia

La chiesa che ospita l’ossario dei frati Cappuccini fu progettata da Michele da Bergamo e costruita tra il 1626 ed il 1631, in pieno Barocco. Fu papa Urbano VIII Barberini che finanziò la sua costruzione. Lo fece in onore del fratello Antonio, appartenente all’ordine dei Cappuccini, la cui tomba è all’interno della chiesa di fronte all’altare maggiore. Tra il 1600 e il 1800 i resti mortali esumati e composti dai loro confratelli costituirono la cripta.

Le ossa furono recuperate dalle fosse comuni del vecchio cimitero dell’Ordine dei Cappuccini che si trovava nella Chiesa di Santa Croce e Bonaventura dei Lucchesi, ai piedi del Quirinale. Si racconta che furono necessarie trecento carrette per trasportare fin qui il funereo carico. Composte e ordinate in quattro locali sotto la chiesa ora sono sacralmente esposte al pubblico.

L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma: l’interno

E’ un luogo sacro l’ossario dei Cappuccini di Via Veneto e per i suoi custodi, i frati Cappuccini della sovrastante chiesa, va visitato con il dovuto rispetto. Come afferma lo storico Mario Spagnol i resti dei Cappuccini formano dei macabri disegni in “puro stile Luigi XVI”.

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In questo luogo, femori, tibie, omeri, scapole, vertebre e rotule compongono rosoni, lesene, ghirlande, lampadari e festoni. Gli scheletri di altri monaci, vestiti dei loro sai, trovano sede in nicchie formate da teschi. 

L’ossario dei Cappuccini di Via Veneto a Roma

La cripta è divisa in quattro cappelle con le pareti e le volte decorate dalle tibie, dai femori e dalle altre ossa dei frati secondo il gusto tipico dell’arte barocca. Al suo interno si trovano anche alcuni corpi ancora integri di alcuni frati in posizione eretta e vestiti con il saio e il cappuccio. Il Museo degli Scheletri ospita anche opere e oggetti relativi alla morte, documenti antropologici sulla visione dell’uomo e sulla morte nel XVII secolo, il materiale appartenente alle confraternite che si occupavano dei trapassi, le immagini devozionali, i libri d’epoca e le maschere di cera.

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