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Luigi XIII di Francia, detto il Giusto: da melanconico bambino a Sovrano illuminato

Luigi XIII di Francia, il Giusto: da melanconico bambino a Sovrano illuminato
Ritratto di Luigi XIII di Francia, detto il Giusto

La storia di Luigi XIII Re di Francia, detto il Giusto è poco conosciuta ai più, sebbene egli seppe dare un’enorme spinta propulsiva  alla Francia del XVII secolo. La fece diventare il Regno più importante dell’area europea. Nacque e crebbe come un bambino melanconico, triste e timido, nessuno all’inizio pensò che sarebbe divenuto il sovrano illuminato che in seguito divenne.

La sua genialità politica era, probabilmente, dovuta sia alla sua intelligenza che all’abilita dei consiglieri di cui si circondò per regnare, tra i quali Cardinale Richelieu. Quest’ultimo, uomo di grande acume politico, fu molto abile nel rafforzamento della monarchia assolutistica francese.

Richelieu è dagli storici considerato l’ombra di Luigi XIII soprattutto in politica estera. Ciò nonostante la Francia, a Luigi XIII il Giusto, deve molto. Governò abilmente con una serie di inedite riforme interne, stabilizzando il suo Regno e consolidando la sua figura di monarca. Inoltre, diede alla Francia una dignità internazionale che altre nazioni, in quell’epoca, non ebbero. Questa breve biografia rivaluta la statura del personaggio che molti non hanno ancora compreso.

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La nascita di Luigi XIII, il Giusto

Grande era l’eccitazione che si respirava nell’aria del Castello di Fontainebleu il 27 settembre del 1601. La ventiseienne Maria de’ Medici (figlia del defunto Granduca di Toscana Francesco I e diventata regina di Francia da nemmeno dodici mesi dopo che suo zio, Ferdinando I di Toscana, aveva sborsato la colossale dote di 600.000 scudi d’oro) aveva avvertito le prime doglie ed era stata subito piazzata sulla “sedia del parto”.

Luigi XIII di Francia, detto il Giusto: da melanconico bambino a Sovrano illuminato
Luigi XIII di Francia da bambino

Secondo la tradizione infatti avrebbe dovuto partorire seduta ed al cospetto dei “Principi del sangue”, dei capi cioè delle famiglie più strettamente imparentate col sovrano di turno, il cui compito era di constatare coi propri occhi l’avvenuta nascita ed il sesso del neonato, per evitare ogni genere di contestazione.

Il padre di Luigi XIII: Enrico IV di Borbone

Maria, timida e molto pudica a dispetto della sua mole imponente e dell’aspetto giunonico, avrebbe senz’altro preferito fare a meno di quelle presenze sgradite, ma il marito, il re di Francia e di Navarra Enrico IV di Borbone, l’aveva supplicata di conformarsi alle usanze del suo Paese d’adozione.

Quest’ultimo dimostrava molto più dei suoi 47 anni, con la barba bianca, la fronte alta e rugosa ed i denti guasti che ne caratterizzavano il viso, ma era ancora capace di ammaliare quanti e soprattutto quante (i bene informati sussurravano che fino ad allora avesse avuto una sessantina di “maitresses” oltre a qualche centinaio di scappatelle di minor conto) lo circondavano, grazie alla parlata galante ed alla malizia dei suoi sguardi.

Dopo che il suo primo burrascoso matrimonio con Margherita di Valois (la famosa “Regina Margot”) era stato annullato da Papa Clemente VIII, oltre che per la consanguineità dei coniugi anche per l’assenza di figli, Enrico aveva un disperato bisogno che quella giovane fiorentina, robusta ed in ottima salute, regalasse a lui ed alla Francia il tanto agognato Delfino.

Ma fu solo verso le 11 di sera che, dopo una giornata di travaglio, la partoriente diede finalmente alla luce un bambino, che sarebbe prematuramente salito sul trono di Francia col nome di Luigi XIII, detto “il Giusto”.

L’infanzia e l’adolescenza di Luigi XIII il Giusto

Trascurato dalla storia e dai testi scolastici forse anche perché eclissato, da un lato, dalla grande popolarità del padre, dall’altro dallo splendore del figlio, il Re Sole, Luigi XIII crebbe melanconico, bigotto, di poche parole e misogino, ma sul suo carattere incise profondamente il grave lutto che lo colpì quando, a soli 9 anni d’età, perse il padre ucciso dalle pugnalate di un esagitato.

La madre, d’intelligenza mediocre ed avara d’affetti, anziché compensare quella perdita preferì convogliare le sue attenzioni sul secondogenito Gastone, che riteneva più intelligente di lui, e dedicarsi alla reggenza del Paese, più però per soddisfare la propria ambizione personale, che per preparare il figlio al trono.

Il matrimonio con Anna d’Austria, la prima notte di nozze

Da qui nacquero fra i due una serie di incomprensioni, gelosie e litigi, esacerbati anche dalla decisione di Maria di obbligare il figlio a sposare, quando aveva appena compiuto 14 anni, Anna d’Austria (figlia di Filippo III di Spagna), con la quale Luigi passò una traumatizzante prima notte di nozze, che l’avrebbe poi convinto a disertare per lunghi anni il talamo nuziale, tanto che, quando ormai non ci sperava più nessuno, dovettero trascorrere ben ventitré anni prima che vedesse la luce il loro primogenito, il futuro Luigi XIII.

Gli amici consiglieri di Luigi XIII

Attratto invece dal carisma maschile, Luigi si circondò sempre di amici ed anche di favoriti (fra cui il Duca di Luynes, François de Baradas, Claude de Saint-Simon ed infine il Marchese di Cinq-Mars) coi quali però si dubita che il rapporto abbia mai travalicato i limiti di un’infatuazione puramente platonica, a causa in particolare della grande religiosità del re.

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Il Cardinale di Richelieu e Luigi XIII

L’uomo che però segnò più di tutti il regno di Luigi fu un alto prelato: Armand –Jean du Plessis, Cardinale di Richelieu. Come scrive Montanelli, “alto, fragilissimo, esangue, egli godeva di una pessima salute, di un cervello limpido, di una volontà d’acciaio e di uno smisurato orgoglio”.

Entrato a far parte del Consiglio Reale nel 1624, seppe ben presto conquistarsi la fiducia del sovrano, tanto da diventarne il Primo Ministro e formare con lui un inossidabile binomio.

Luigi XIII di Francia, detto il Giusto: da melanconico bambino a Sovrano illuminato
Il Cardinale Richelieu

La lotta senza quartiere ingaggiata dai due contro le ribellioni di nobili e protestanti, in politica interna, e contro gli interessi degli Asburgo d’Austria e di Spagna, in politica estera, oltreché un forte impulso all’industrializzazione del Paese e la protezione assicurata ad artisti di ogni tipo, furono le necessarie premesse della riunificazione e pacificazione, avvenuta purtroppo a spese di molte migliaia di morti, della Francia che, in un ventennio circa, avrebbe posto le premesse dell’assolutismo regio e poi, con la salita sul trono del Re Sole, fatto assurgere il Paese al ruolo di nuova “super-potenza” continentale, a spese della Spagna.

Bibliografia: “Louis XIII” di Jean-Christian Petitfils ed a “L’Italia del Seicento” di Montanelli e Gervaso.