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Maria Teresa d’Asburgo: breve biografia

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La presenza a Milano di una via intitolata a Maria Teresa d’Asburgo testimonia la riconoscenza che i Milanesi ancora oggi nutrono nei confronti di colei che per tanti anni fu anche la loro duchessa.

Nacque il 13 maggio del 1717, in tempi in cui i ruoli di responsabilità per le donne erano ben pochi, tanto che suo padre, l’imperatore Carlo VI, dovette con una sorta di colpo di mano emanare la “Prammatica Sanzione”, una legge successoria in base alla quale, in assenza di figli maschi, avrebbe potuto ereditare il trono la sua primogenita femmina, con precedenza sulle figlie del defunto fratello Giuseppe I, che così si videro scavalcare dalla cugina nella linea di successione al potere.

La guerra per la sua successione

Tuttavia, placati a fatica i mugugni interni al Paese, quando alla morte di Carlo nel 1740 ci fu da dare applicazione concreta a queste disposizioni, le principali potenze straniere (in primis Francia, Prussia e Gran Bretagna) sperando tutte di avere la meglio su un’inesperta giovincella poco più che ventenne, scatenarono quella che sarebbe stata la sanguinosa Guerra di Successione Austriaca, destinata a durare otto anni al termine dei quali con la Pace di Aquisgrana a Maria Teresa vennero finalmente riconosciuti i titoli di arciduchessa d’Austria, regina d’Ungheria, Boemia, Slavonia e Croazia, duchessa di Milano, Parma e Piacenza, granduchessa consorte di Toscana e da ultimo imperatrice consorte del Sacro Romano Impero.

Nel frattempo infatti per Maria Teresa ci fu l’inevitabile passaggio matrimoniale, combinato dal padre con la Casa di Lorena desiderosa di trovare una sponda imperiale contro gli appetiti francesi sui suoi territori.

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L’amore per Francesco Stefano di Lorena con il quale ebbe 16 figli

Così, quando Maria Teresa aveva appena sette anni, le fu presentato l’allora “duchino” Francesco Stefano di Lorena: era alto, bello, biondo, facile al riso e già un ottimo cavallerizzo, anche se parlava male il tedesco e certamente non brillava per istruzione. Quel che serviva però era un “principe azzurro” che facesse da consorte oltre che da padre di una cospicua nidiata di figli, non uno scienziato, e a Francesco Stefano questo ruolo calzava alla perfezione.

Nulla e nessuno riuscì più a smuovere la giovanissima Maria Teresa da tale convincimento, nemmeno una lunga lista di possibili candidati alternativi: per lei, o “Franz”, o nessuno! Fra i due giovani promessi sposi iniziò così una fitta corrispondenza epistolare, infarcita di espressioni al tempo stesso dolcissime e ligie all’etichetta, in vista delle nozze che furono consacrate del 1736.

Fu amore vero, allietato dalla nascita di ben sedici figli nell’arco dei quasi trent’anni che sarebbe durato il loro rapporto, cresciuti nell’ambito di un tranquillo ménage familiare in tutto simile a quello di una qualsiasi famiglia borghese con cene, pranzi, preghiere e divertimenti in comune, per quanto fosse possibile.

La morte del marito di Maria Teresa d’Asburgo

Purtroppo, dopo l’improvvisa e prematura morte del marito avvenuta nel 1765, Maria Teresa cadde in una sorta di catalessi mistica che la indusse a rasarsi i capelli a zero e vestirsi a lutto stretto per il resto della sua vita. Ciò non le impedì comunque, scindendo il piano personale da quello pubblico, di portare a termine un’ambiziosa serie di riforme pubbliche e sociali, che diedero una potente scossa ad uno Stato sonnacchioso e chiuso nel suo conservatorismo.

La politica e le riforme di Maria Teresa d’Asburgo

Con la riforma del fisco infatti allargò la base dei contribuenti, includendovi anche i nobili ed il clero fino ad allora esentati dalle tasse; perfezionò e rivide il sistema catastale introdotto da suo padre; ripulì l’amministrazione pubblica dalla corruzione dilagante, introducendo nelle assunzioni dei funzionari statali criteri rigidamente meritocratici; riformò un esercito decaduto e male organizzato sulla base di un nuovo sistema di reclutamento, che neutralizzava l’intervento dei medici militari, facilmente corruttibili nel rilascio di certificati di falsa inidoneità al servizio; varò poi il “Codex Theresianus” che finalmente regolava in modo uniforme ed equilibrato i diritti personali e reali, mettendo fine all’arbitrio di giudici che decidevano “ad personam” in base alle simpatie e/o convenienze del momento.

Inoltre rese obbligatoria l’istruzione dei bambini d’età compresa fra i 6 ed i 12 anni; diede un forte impulso alle Università, inaugurando coi propri fondi personali i corsi di chirurgia e chimica; curò la riforma del sistema sanitario puntando sulla drastica riduzione della mortalità infantile, sulla ricerca medica e sull’introduzione delle prime vaccinazioni di massa, in particolare contro il vaiolo; infine diede un forte impulso all’industria, supportata da un nuovo ed efficiente sistema viario che facilitasse i trasporti di merci e persone, come pure all’agricoltura che nobilitò come “arte che nutre tutte le altre arti”.

La morte di Maria Teresa d’Asburgo

E’ fuor di dubbio che grazie a lei le condizioni di vita dei ceti meno abbienti migliorarono notevolmente, a dispetto delle proteste degli ex-privilegiati cui Maria Teresa replicò seccamente che: “Non voglio essere dannata in eterno per amore di pochi magnati e nobili”.

Non soltanto dunque Maria Teresa seppe governare come un uomo fra gli uomini, ma con la sua sensibilità femminile li superò, riuscendo a conciliare l’amore per la famiglia con la ragion di Stato, senza guardare in faccia a nessuno e così facendosi amare e, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 1780, persino rimpiangere da milioni di sudditi del suo vastissimo impero, Milanesi compresi.