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PAPA FRANCESCO: annullare il matrimonio costerà meno e sarà più breve

PAPA FRANCESCO: annullare il matrimonio costerà meno e sarà più breve

Dopo secoli Bergoglio introduce nuove norme per l’annullamento del matrimonio canonico presso la Sacra Rota.

La  rivoluzione che Papa Francesco sta portando all’interno della Chiesa sta scardinando riti e regole radicate nei secoli. Se fino al suo arrivo divorziare canonicamente era quasi un lusso, ora annullare il matrimonio costa meno e richiede tempi brevi. Questa è la grande novità introdotta dal Pontefice.

Bergoglio, nel settembre scorso, si è pronunciato verso la semplificazione e con le nuove norme di diritto canonico la Sacra Rota, il tribunale della Chiesa, perderà un po’ della sua influenza e del suo potere, almeno per quanto riguarda la dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale.

Questa rivoluzione è arrivata inattesa, Francesco I ha inteso rivedere i canoni relativi al vincolo nuziale e, da ora ,  annullare il matrimonio costerà meno e sarà più breve, rispetto ai costi e i tempi precedenti alla sua riforma.

Una riforma che ha scardinato regole quasi ancestrali. Erano tre secoli che i canoni che regolano la dichiarazione di nullità del sacramento matrimoniale erano invariati. La precedente riforma risale a circa tre secoli orsono, voluta da Benedetto XIV, Papa Lambertini.

Annullamento del matrimonio: le nuove norme di Papa Francesco

Papa Francesco ha disposto che i processi di nullità matrimoniale siano più brevi. Per raggiungere questo obiettivo le novità più importanti sono due: la prima è l’introduzione della figura del giudice vescovo che potrà sciogliere le nozze.

Poi l’abrogazione della doppia sentenza conforme necessaria all’ottenimento della nullità matrimoniale. Da ora in poi ne basterà una sola per procedere a nuove nozze canoniche. Altra novità: l’annullamento potrà avvenire a titolo quasi gratuito. Il Papa, infatti, ha voluto desensibilizzare il collegio della Sacra Rota dalle lusinghe del danaro.

Con le nuove leggi Bergoglio ha disposto che salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali, che venga assicurata la gratuità delle procedure. Questo perché la Chiesa, “mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia così strettamente legata alla salvezza delle anime manifesti l’amore gratuito di Cristo dal quale tutti siamo stati salvati”.

La riforma è contenuta in due Motu Proprio (ovvero documenti che contengono decisioni che il Papa prende di sua iniziativa, senza suggerimenti della Curia): il primo “Mitis Iudex Dominus Iesus” è rivolto alla Chiesa di rito latino, l’altro, “Mitis et misericors Iesus”, alle Chiese di rito orientale.

Con queste novità Papa Francesco sta lasciando un  importante impronta nel cuore dei fedeli che si sentono più vicini alla Chiesa.