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Papa Pio IV: breve biografia del Pontefice che diede una svolta alla Chiesa

Papa Pio IV: breve biografia del Pontefice che diede una svolta alla Chiesa

Grande fu l’entusiasmo dei Romani che gremivano piazza San Pietro la notte di Natale del 1559. A conclusione di uno dei conclavi più lunghi della storia, durato ben 112 giorni, il fatidico “Nuntio vobis gaudium magnum” comunicò infatti “Urbi et Orbi” l’elezione al soglio pontificio del milanese Card. Giovannangelo Medici da Marignano, che assunse il nome di Pio IV a sottolineare il suo impegno a riportare il cattolicesimo nel solco della “pace, della giustizia e della devozione”.

Se ne sentiva davvero il bisogno, perché dopo la morte nell’agosto precedente di Papa Paolo IV Carafa, un ex-inquisitore distintosi lungo tutto l’arco del suo pontificato per lo zelo con cui aveva perseguitato chiunque fosse anche soltanto in odore d’eresia, compresi alcuni componenti del Sacro Collegio, tutti auspicavano l’elezione di un Santo Padre che fosse non solo davvero santo, ma anche moderato e pacificatore.

Mai forse prima d’allora però un conclave si era svolto meno “cum clavibus” (cioè: “sotto chiave”) perché, se era durato così a lungo, la causa andava ricercata anche nelle pesanti e continue ingerenze operate dall’esterno da questo o quel sovrano che, coi propri emissari, interveniva in favore o contro l’uno o l’altro dei possibili candidati.

Gli oltre 40 cardinali elettori erano più o meno equamente suddivisi in tre diversi gruppi: quello filo-francese, che puntava sul Cardinale d’Este o in subordine sul Gonzaga; quello filo-spagnolo, che invece voleva il Card. Pio da Carpi o il Pacheco ed infine il clan dei Carafa e dei loro “satelliti”, non schierati per nessuno in particolare, ma preoccupati piuttosto di favorire l’elezione di un pontefice non pregiudizialmente ostile ai loro interessi familiari.

Se da un lato la forzata convivenza di tanti uomini in luoghi angusti per quasi quattro mesi scatenò l’irriverente Pasquino, che a più riprese fece rimarcare il “gran puzzore” regnante in conclave a causa delle precarie condizioni igieniche venutevisi a creare, dall’altro la paura di malattie e le notizie prevenienti da una Roma turbata da disordini, ruberie ed ammazzamenti vari, favoriti dal clima di generale anarchia, alla fine ebbero la meglio sui giochi politici.

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Così le intenzioni di voto andarono via via a premiare un uomo già piuttosto anziano per i canoni di quei tempi (62 anni) e per giunta di salute malferma, ma accettabile a tutti per il suo basso profilo, la sua bonomia e l’esperienza maturata in tanti anni di governatorati provinciali e missioni diplomatiche.

Proprio la notte di Natale dunque, quando il Medici s’era già coricato, dopo gli ultimi conciliaboli i vari “capi-fazione” si recarono presso la sua cella, prostrandoglisi ai piedi per chiedergli di accettare la tiara, seguiti uno dopo l’altro da tutti gli altri cardinali per quella che fu un’elezione per acclamazione.

A dispetto del cognome, il nuovo Papa nulla aveva a che vedere coi Medici di Firenze: la sua era infatti una nobile famiglia milanese, cui il fratello Giangiacomo, detto “il Medeghino”, aveva dato notorietà con spregiudicate imprese militari da capitano di ventura.

Fra di esse spiccava il tentativo parzialmente riuscito di costituirsi un proprio feudo personale sulla riva lecchese del Lago di Como, anche a costo di raccogliere le risorse e gli uomini necessari con assalti pirateschi in grande stile attuati ai danni delle imbarcazioni che ne solcavano le acque, in ciò potendo contare sulla sporadica collaborazione persino del fratello Giovannangelo, che prima di consacrarsi alla Chiesa si era dunque fatto un’esperienza giovanile come corsaro lacustre.

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Uomo d’indole mite, ma al tempo stesso freddo e calcolatore tanto da riuscire a scalare rapidamente i non certo agevoli gradini del “cursus honorum” ecclesiastico (e questo, pur essendo padre di tre figli naturali) Pio IV pose le basi della riforma cattolica per i secoli a venire, promulgando i decreti finali del Concilio di Trento, redatti anche grazie alla straordinaria opera del nipote, il Card. Carlo Borromeo, figlio di sua sorella Margherita.

Senza badare a spese, da fine umanista e pragmatico imprenditore qual era, il novello pontefice promosse le arti e le scienze, contribuendo a cambiare il volto urbanistico di Roma.

Nei giardini vaticani splendida è la “Casina” che porta il suo nome. Tollerante sotto il profilo inquisitoriale, almeno per gli ideali del tempo, Pio IV mostrò tuttavia un insospettabile lato vendicativo nell’ambito del famoso processo che vide coinvolto il famigerato clan dei Carafa e si concluse con la condanna a morte dei potentissimi fratelli Carlo e Giovanni, implicati nella brutta storia dell’omicidio passionale di donna Violante Diaz, moglie di quest’ultimo.

Sempre nel mese di dicembre, ma del 1565, assistito dai futuri Santi Filippo Neri e Carlo Borromeo, Pio IV chiuse gli occhi per sempre su una vita intensa ed avventurosa, certamente mai noiosa.