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Il riassunto della rivoluzione russa

il riassunto della rivoluzione russa

Ci sono avvenimenti che più di altri hanno avuto un’influenza maggiore sulle sorti del mondo. E’ il caso della rivoluzione avvenuta nella Russia zarista.

Se si intende fare il riassunto della rivoluzione russa è necessario citare una serie di eventi che hanno portato al rovesciamento del regime degli Zar e alla nascita dell’Unione Sovietica. In sintesi, questo nuovo soggetto geopolitico ha influenzato la storia mondiale di tutto il XX secolo. E per molti versi lo sta facendo tuttora.

La rivoluzione russa, nasce da basi simili agli altri rovesciamenti di potere che si sono succeduti nella storia. Nel compendio, un governo autoritario distante dai bisogni del popolo che, stanco di essere sottomesso, insorge e rovescia l’autorità costituita. Un esempio di avvenimenti e cause simili alla rivolta russa fu quello della rivoluzione francese, avvenuta nella seconda metà del 1800. Se vogliamo, non troppo tempo prima dei fatti avvenuti in Russia.

Il riassunto della rivoluzione russa: il contesto storico

Intorno la fine dell’800 e nei primi anni del XX secolo la Russia era un impero arretrato e dispotico.

Tutto il governo era raccolto nelle mani dello Zar Nicola II Romanov, il cui operato era libero dal controllo di qualsiasi organo governativo.

Il riassunto della rivoluzione russa

Le classi privilegiate erano la nobiltà, che gestiva l’apparato amministrativo, e i militari. Entrambe le categorie, naturalmente, appoggiavano lo Zar Nicola II che di fatto era l’uomo al comando dell’autocrazia russa.

La maggior parte della popolazione era contadina, oppressa da pochi ricchi proprietari terrieri, i Kulaki. Per sopravvivere, molti erano coloro che avevano dei piccoli apprezzamenti di terra e, per mantenerla, si indebitavano a dismisura. Nei contadini c’era un profondo scontento. Essi rivendicavano il possesso delle terre e una riforma agraria. Reclami inascoltati da parte di Nicola II.

Altra fonte di conflitto erano gli operai i quali, da parte loro, chiedevano migliori condizioni economiche. Il tutto era aggravato da una forte inflazione economica e dalle condizioni di generale povertà in cui versava la popolazione.

Un ulteriore nodo conflittuale era la questione delle autonomie delle nazionalità non russe dell’impero. In nome dell’ideologia della “grande Russia” lo zar non concedeva alcuna apertura a queste spinte indipendentiste.

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In generale, la Russia era dominata da una forma sociale anacronistica rispetto al resto d’Europa, mutuata da retaggi feudali duri da superare. Tutto questo si scontrava con la forte spinta, proveniente da più parti, alla modernizzazione sociale ed economica. Su tutto gravava una forte pressione fiscale che opprimeva soprattutto i contadini e gli operai.

Il riassunto della rivoluzione russa: la rivolta del 1905 e le conseguenze

Nei primi anni del 1900, lo scontento popolare cominciò a dimostrarsi palesemente. Le sommosse contadine nelle campagne e le manifestazioni di operai e ferrovieri si susseguivano. Cominciarono gli atti di terrorismo contro il governo: nel 1901 l’uccisione del ministro dell’istruzione, nel 1903 e 1904 l’assassinio dei ministri degli interni.

I partiti politici

Ebbe inizio la politicizzazione dei ceti poveri, contadini e operai, che favorì la formazione e il rafforzamento dei primi partiti.  Spesso in contrasto tra loro ma tutti improntati al rinnovamento, si ebbe la costituzione dei primi movimenti politici:

Il “partito cadetto” (KD) (costituzionale democratico), formato da membri della borghesia che proponeva istanze di riforma liberale e costituzionale;

Il “partito socialista rivoluzionario russo” (SR) proponeva la riforma agraria attraverso la distribuzione delle terre ai contadini. Erano gli eredi del populismo della  classe dei lavoratori della terra;

Il “partito operaio socialdemocratico” (POSDR), che si divideva nelle due fazioni: Menscevichi e dei Bolscevichi. Le due parti divergevano tra loro sia per l’organizzazione del partito che per le strategie politiche.

Il riassunto della rivuluzione russa
La domenica di sangue

Molto importanti furono i Soviet, ovvero i “consigli dei rappresentanti degli operai e dei soldati”, formazione spontanea trasversale ai partiti che di fatto condurrà la rivoluzione vera e propria.

La  domenica del 9 gennaio 1905 (calendario giuliano), una pacifica manifestazione popolare composta da decine di migliaia di persone, riunite davanti al Palazzo d’Inverno a Pietrogrado, residenza dello Zar Nicola II, fu dispersa a fucilate dalle truppe imperiali. Rimasero a terra migliaia di feriti e centinaia di morti.

Il fatto venne ricordato come la domenica di sangue.

La costituzione della Duma: il parlamento inutile

Lo sdegno per il sanguinoso episodio moltiplicò il malcontento e le manifestazioni popolari.Per placare gli animi e dare una parvenza di incontro alle istanze popolari lo Zar concesse la costituzione di un parlamento. Nel 1906 fu creata la Duma con l’incarico di contenere e circoscrivere i suoi poteri.

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Lo Zar Nicola II innaugura i lavori della Duma

Di fatto, questo nuovo organo non riuscì a contrastare il potere autocratico e assolutistico di Nicola II. La dimostrazione dell’inconsistenza della Duma si ebbe con la sua rielezione avvenuta quattro volte. Nel 1906 la prima volta, due volte nel 1907 e, in ultimo, nel 1912. Cosicché il tanto sospirato “parlamento” da essa rappresentato ebbe un peso democratico assai modesto.

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Il riassunto della rivoluzione russa: la prima guerra mondiale e le sue conseguenze

Ad aggravare il malcontento ci fu nel 1914 l’ingresso della Russia nella prima guerra mondiale. Fino al 1917 si contavano più di sei milioni tra morti, feriti e prigionieri.

Ad eccezione di alcune vittorie sul fronte austriaco, l’esercito russo aveva subito una grave serie di sconfitte che avevano determinato la perdita della Polonia russa.

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Soldati imperiali russi impegnati nella prima guerra mondiale

Cominciarono nelle fila dell’esercito frequenti scioperi e ribellioni. La fedeltà allo Zar delle truppe imperiali cominciò a cedere.

Per fronteggiare lo sforzo bellico, fu reclutato un numero sempre maggiore di contadini. Dodici milioni di agricoltori finirono al fronte. Ciò determinò nelle campagne un aumento dell’inquietudine e, di fatto, una progressiva diminuzione della produzione agricola. Di conseguenza, nelle città cominciarono a scarseggiare viveri e combustibili, anche a causa dello stato disastroso del sistema ferroviario.

Il riassunto della rivoluzione russa: la destituzione dello Zar e la fine dei Romanov

Nelle città e al fronte il malumore esplodeva. Nei territori non russi; sommosse e scioperi furono contrastati dallo zar con spietate repressioni.

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Sommesse popolare dei russi del febbraio 1917

Nella stessa corte, nelle gerarchie militari e nella chiesa si crearono sacche di contrasto a Nicola II, il quale si opponeva ostinatamente ad ogni istanza innovatrice. Il “blocco progressista”, con a capo l’opposizione dei liberali, riteneva che fossero necessarie delle riforme costituzionali, ma lo Zar rimaneva fermo contro ogni richiesta. Un ruolo di rilievo sulle sue decisione lo ebbe la zarina, consigliata a sua volta da uno strano monaco; Grigorij Rasputin.

Il regime zarista aveva perso interamente il contatto con la realtà della Russia al punto da non avvertire che anche i più conservatori, e tradizionalmente alleati del regime, stavano prendendo consapevolezza che solo un’uscita di scena di Nicola II, e probabilmente dello stesso zarismo, avrebbe consentito loro di mantenere il controllo dello Stato.

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Operai delle industrie Putilov in sciopero

In questa atmosfera di fortissima tensione s’inserì la protesta operaia iniziata nel Febbraio del 1917 a Pietrogrado, già San Pietroburgo e rinominata così dopo lo scoppio della prima guerra mondiale. Si ebbe la serrata delle industrie belliche Putilov, rimaste prive di materie prime.

Seguì di li a poco, nella capitale, uno sciopero generale al quale si erano uniti tutti quelli che manifestavano contro il caro-vita e la mancanza di pane e cibo. Molte erano le donne in piazza.  Fortemente spaventato dalle imponenti dimensioni della protesta, lo Zar impartì l’ordine di disperdere i manifestanti con la forza, com’era successo nel 1905. In questo caso l’esercito si rifiutò.

La fine della dinastia dei Romanov

Totalmente isolato, rinnegato dal suo stesso esercito, Nicola II abdicò in favore del fratello Michele, il quale rifiutò la corona. La famiglia reale al completo fu arrestata e uccisa. Il secolare regime autocratico russo era finito per sempre, cosi come la dinastia dei Romanov. La repubblica sarà dichiarata solo a settembre.

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La famiglia Romanov – venne assassinata nella rivoluzione russa

Riassumendo: elementi determinanti della rivoluzione russa del febbraio 1917 furono: la mobilitazione politica della classe operaia, la defezione dell’esercito e il prolungarsi della grande guerra.

 

 

La sintesi della rivoluzione russa: la rivoluzione di ottobre

Successivamente si ebbe un periodo di transizione dove sussistevano due gruppi di potere: il governo provvisorio e il soviet di Pietroburgo. Entrambi esprimevano interessi e programmi contrastanti e rendevano difficile la gestione della rivoluzione:

  • Il governo costituzionalista e legalitario era controllato dai liberali moderati del principe L’vov e dai socialrivoluzionari di Kerenskij. Questo schieramento mirava a presentarsi come legittimo detentore del potere e prevedeva la prosecuzione della guerra e la formazione di un’Assemblea costituente.
  • Il ricostituito Soviet formato da una maggioranza di socialisti delle diverse correnti. Includeva socialrivoluzionari, menscevichi e bolscevichi. Esso premeva per una pace immediata “senza indennità e senza annessioni” e per la ridistribuzione delle terre.
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Lenin che arringa la folla

I bolscevichi, di fronte ad un’opprimente crisi economico-militare, si persuasero della necessità di una ribellione armata per ottenere il potere. Essa si concretizzò nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, con l’occupazione dei punti strategici della capitale e del Palazzo d’Inverno, sede del governo provvisorio.

La vittoria bolscevica si rivelò facile e relativamente incruenta. I rivoluzionari instaurarono il Consiglio dei commissari del popolo: un soviet presieduto da Lenin, con la collaborazione di Trockij e Stalin. Inizio, in sostanza, l’Unione Sovietica, soggetto geopolitico che perdurò per quasi tutto il XX secolo.

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