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Riassunto dell’alluvione di Firenze 1966

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Piazza della Signoria a Firenze il giorno dell’alluvione del 1966

E’ il 4 novembre 1966 il giorno dell’alluvione di Firenze. Una ricorrenza infausta per questa città e per i suoi dintorni. Una data da segnare negli almanacchi della storia. Il riassunto di quell’evento è la devastazione di un gioiello della storia: Firenze.

Dopo alcuni giorni di piogge intense e ininterrotte, verso le 7.30 di mattina, l’Arno rompe gli argini a Firenze. L’alluvione inizia dalla città di Pontedera fino al capoluogo toscano.

L’acqua invade le strade e sale fino ai primi piani delle case. La piena, nel punto più alto, sfiora i cinque metri. Allagati Palazzo Vecchio, il Duomo, il Battistero, sventrate le botteghe degli orafi sul Ponte Vecchio.

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Il Crocifisso del Cimabue in Santa Croce, gravemente danneggiato, diventa simbolo della tragedia che colpisce non solo la popolazione, ma anche l’arte e la storia.

A mezzogiorno di quel 4 novembre – allora giornata festiva in Italia – il capo dello Stato Giuseppe Saragat depone una corona al milite ignoto a Roma, il presidente del Consiglio Aldo Moro è invece al sacrario di Redipuglia: entrambi non sanno ancora nulla dell’alluvione e saranno informati circa un’ora dopo.

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Il crocefisso di Cimabue danneggiato dall’acqua dell’alluvione di Firenze

A Firenze, dal ponte radio dell’Ansa, il sindaco Piero Bargellini lancia l’allarme, invitando i cittadini alla calma e sollecitando «chi ha barche, canotti, battelli di farli affluire in Palazzo Vecchio».

Le acque si ritireranno due giorni dopo: una trentina i morti, decine i dispersi, 5mila i senzatetto: la città, senza energia elettrica, resta al buio e al freddo.

Ma nasce anche uno spirito di solidarietà che coinvolge non solo i fiorentini, ma anche volontari provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo: si comincia a spalare il fango e a distribuire i viveri, si recuperano i quadri, i libri, le opere d’arte. Insieme con le forze dell’ordine e i soldati di leva, quei giovani – che Giovanni Grazzini sul “Corriere della Sera” chiamerà «Angeli del fango» – diventano protagonisti della generazione che anticipa il Sessantotto e segna la nascita delle associazioni di volontariato e della Protezione civile.

Nel video: il riassunto dell’alluvione di firenze nel filmato originale del ministero dell’interno.

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