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Il riassunto dell’inchiesta mani pulite: il periodo di tangentopoli

Il riassunto dell’inchiesta mani pulite: il periodo di tangentopoli

Il riassunto dell’inchiesta mani pulite è semplice. Le indagini giudiziarie e giornalistiche che si susseguirono in quel breve ma intenso periodo storico – che durò dal 1992 al 1994 – ebbero come conseguenza il crollo del sistema politico in vigore da un cinquantennio; dai media poi definito prima repubblica.

Sulle ceneri della prima repubblica nacque una nuova classe dirigente battezzata, sia dai media che dagli stessi protagonisti, seconda repubblica. Storicamente, la nascita di questa nuova fase è fatta risalire alla discesa in campo, nel 1994, di Silvio Berlusconi.

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In sintesi, con l’inchiesta mani pulite si ebbe un ricambio istituzionale. Sulla scia delle indagini dei magistrati, con a capo Antonio Di Pietro, molti partiti scomparvero altri nacquero. Quei travagliati anni furono definiti come “periodo di tangentopoli”. Fu un momento storico politico molto travagliato.
Arresti e avvisi di garanzia di imprenditori e politici, seguiti da un forte impatto mediatico, portarono ad un generale clima di sdegno da parte della popolazione.

Un sistema consolidato di tangenti venne alla luce e smantellato dal giudice Antonio Di Pietro, esponente di spicco del team di giudici creato ad-hoc per le indagini sulla corruzione. Quei magistrati presero il nome di pool mani pulite. Da qui deriva il nome della serie di inchieste che ebbero luogo in quel periodo.

Il riassunto dell’inchiesta mani pulite e tangentopoli: inizio e fine di un era politica

Le fasi storiche dell’inchiesta mani pulite si possono riassumere in pochi ma significativi eventi. Tutto ebbe inizio il 17 febbraio 1992. In quella data, a Milano, venne arrestato con l’accusa di concussione il socialista Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio.

Il sostituto procuratore Antonio Di Pietro, che conduceva l’inchiesta, raccontò che Chiesa “è stato preso con le mani nella marmellata”, perché teneva nel cassetto 7 milioni in biglietti da 100mila lire. Cifra appena sborsata dal titolare di una ditta di pulizie, costretto a pagare una “bustarella” per ottenere l’appalto.

Comincia così in Italia la stagione di “Mani pulite” che vedrà simbolicamente sul banco degli imputati l’intera classe politica, messa sotto accusa per avere istituzionalizzato la tangente come sistema di potere, sia per rifornire le casse dei partiti, sia a titolo personale.

Fra i nomi più eccellenti colpiti dal pool mani pulite Bettino Craxi, primo socialista ad aver rivestito l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri. Dichiarato latitante il 21 luglio 1995 Craxi riparò in esilio volontario ad Hammamet – Tunisia – dove mori anni dopo.

Gli storici sono concordi a considerare la seconda repubblica tuttora in vigore. Comincia ad avanzare la tesi che sia terminata con le elezioni politiche del marzo 2018.