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Taleggio DOP a latte crudo ritirato dal commercio: presenza di escherichia coli

Taleggio DOP a latte crudo ritirato dal commercio: presenza di escherichia coli

Il ministero della salute con nota del 09/03/2020 (pubblicata il 10/03/2020) ha disposto che un lotto il Taleggio DOP a latte crudo e incarto verde marchio Luigi Guffanti 1876 sia ritirato dal commercio. Il motivo del provvedimento è la possibile presenza nel formaggio del batterio escherichia coli (SHIGA-TOXINE E.COLI).

La classica attribuita al richiamo alimentare è “rischio microbiologico” in quanto l’escherichia coli è un batterio il quale, peraltro, può risultare pericoloso per la salute umana. Il latte crudo utilizzato per preparare il formaggio, naturalmente, non essendo pastorizzato, è più soggetto a essere aggredito da batteri di varia natura. Probabilmente è questa la causa della contaminazione del Taleggio a latte crudo segnalato.

Per la cronaca, tra il 2006 e il 2008, periodo di grande distribuzione di latte crudo, vennero registrati in Italia nove i casi sospetti di sindrome emolitico-uremica. Si tratta di una grave infezione ai reni la cui causa è probabilmente attribuita al batterio dell’escherichia coli.

Tale circostanza fu motivo di una ordinanza, emanata dall’allora sottosegretario alla salute Francesca Martini che imponeva la pastorizzazione del latte prima dell’immissione sul mercato. L’assenza di pastorizzazione aumenta la possibilità, per il latte crudo, di entrare in contatto con diversi organismi patogeni, tra i quali anche l’escherichia coli, batterio facilmente trasmissibile all’uomo.

Per la cronaca, la pastorizzazione è un processo che prevede la cottura del latte a basse temperature, lo scopo è di eliminare la presenza di batteri di diversa natura. Il latte fresco subisce solo un trattamento di filtraggio. Tuttavia, il taleggio DOP marchio Luigi Guffanti 1876 è preparato con latte crudo.

Taleggio DOP ritirato dal mercato: i dettagli

Il ritiro dal mercato riguarda Taleggio DOP a latte crudo e incarto verde marchio Luigi Guffanti 1876, probabilmente contaminato da escherichia coli (SHIGA-TOXINE E.COLI). Il lotto incriminato è il numero 134/20 avente diverse scadenze: 21/02/2020, 14/03/2020, 21/03/2020, 22/03/2020, 29/03/2020, 03/04/2020, 04/04/2020, 05/04/2020, 06/04/2020, 07/04/2020, 10/04/2020, 12/04/2020, 13/04/2020, 15/04/2020 e 18/04/2020.

L’alimento richiamato si presenta in forme di circa 2 Kg, ciò indica che è destinato alla distribuzione commerciale piuttosto che direttamente ai consumatori. Pertanto, gli esercenti di prodotti alimentari al dettaglio sono i primi a dover prestare attenzione al prodotto segnalato, a giusta tutela della loro clientela. Il taleggio in questione è distribuito e preparato dall’azienda Casarrigoni srl di Valtaleggio (BG).

Escherichia coli: i pericoli per la salute

L’eschericha coli shiga-toxin, la cui presenza è stata riscontrata nel formaggio segnalato, produce una tossina denominata shiga. Essa è responsabile di sindrome gastrointestinale con sintomatologia prevalentemente diarroica. Tuttavia, al contagio, possono manifestarsi altri sintomi quali nausea, vomito, gravi crampi addominali, astenia e febbre.

Buona norma è che le donne in gravidanza prestino particolare attenzione al consumo del prodotto segnalato. La ragione di tale prudenza risiede nel prevenire il loro stato di attesa di un bambino. L’escherichia coli, infatti, può evolvere in più gravi patologie che portano al rischio di morte del feto o all’aborto.

In ultimo, si segnala che la sintomatologia tipica da contaminazione da escherichia coli shiga si manifesta tra le 12 e le 72 ore dal consumo dell’alimento prodotto infetto. In ogni caso la raccomandazione, sia per i dettaglianti alimentari che per i consumatori, è di prestare attenzione alla segnalazione riguardante il lotto di taleggio indicato.