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Traiano: breve biografica di un grande imperatore

Traiano: breve biografica di un grande imperatore

Integrità morale, amor patrio, senso dello Stato, promozione della giustizia, magnanimità, concordia, predisposizione al lavoro, sopportazione delle fatiche, carisma … si tratta di concetti elevati e rari da trovare nella pratica quotidiana, tanto più se in campo politico.

Le doti dell’Imperatore Traiano

Eppure, a detta degli storici e dei contemporanei, essi concorsero tutti a fare di un solo uomo l’”OPTIMVS PRINCEPS” per eccellenza, la “DELITIA GENTIUM” che consentì alla Roma imperiale di raggiungere il suo apogeo non solo per estensione territoriale, ma soprattutto come centro irradiatore di civiltà, benessere, cultura e modernità, di diventare cioè il luogo dove tutti “volevano esserci”.

Il 27 gennaio del 98, giorno in cui Marco Ulpio Nerva Traiano fu proclamato dal Senato Imperatore, merita pertanto di essere celebrato come data d’inizio del “Secolo d’oro” dell’Impero Romano, corrispondente all’arco di tempo durante il quale su quel trono tanto prestigioso si susseguirono quattro fra i migliori leader politici che abbiano mai calcato il palcoscenico della grande storia mondiale.

Oltre a Traiano infatti i suoi immediati successori Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio furono scelti per ricoprire quel ruolo così importante non per diritto di nascita o, peggio ancora, a seguito di oscuri giochi di potere, ma soltanto in base al merito, che indusse i rispettivi predecessori a riconoscerli come figli adottivi ed eredi.

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L’imperatore Traiano: dalle origini alla proclamazione

Nato nel 53 nella provincia spagnola della Betica (attuale Andalusia), Traiano come “privatus” dedicò tutta la sua vita al servizio militare, dimostrando subito di possedere valore e coraggio che gli permisero di scalare velocemente i gradi della carriera ordinaria prima come questore e poi pretore e legato, sino a diventare console nel 91 e poi governatore della Germania nel 97, anno in cui l’anziano Imperatore Nerva lo associò al potere dopo averlo adottato perché certo che fosse davvero “il migliore”.

Alla morte di quest’ultimo, la notizia della sua proclamazione ad Imperatore lo raggiunse quando ancora si trovava in Germania, senza però scomporlo più di tanto, perché in quel lontano Paese scelse di trattenersi ancora un pio d’anni per terminare il lavoro che aveva intrapreso prima di rientrare nell’Urbe, non in carrozza o lettiga (come pure avrebbe avuto il diritto di fare) ma a piedi, alla testa dei suoi soldati, sui quali svettava grazie alla sua statura fuori dalla norma.

Dione Crisostomo: il rètore di Traiano

Passava per essere un uomo colto perché, sul suo carro di generale, usava portarsi appresso il rètore e filosofo Dione Crisostomo, intellettuale molto in voga a questi tempi, ma un giorno Traiano confessò candidamente che dei suoi discorsi non ci aveva mai capito una sola parola, tant’è che spesso non li ascoltava nemmeno. Gli piaceva però il timbro della sua voce, dal quale si lasciava cullare intanto che si concentrava su cose concrete quali piani di battaglia, progetti edilizi e finanza pubblica.

Fu dunque l’inizio di un governo tutto improntato all’insegna del “fare”, non però in qualsiasi modo ed a qualunque costo, bensì alla luce della stella polare chiamata “Iustitia”: il suo operato avrebbe infatti sempre rispettato alcuni pilastri ben precisi, delimitati da concetti-chiave quali moderazione, saggezza, temperanza, tolleranza e rispetto altrui, ed in particolare delle prerogative del Senato, che tenne sempre in massimo conto.

Le riforme dell’Imperatore Traiano

Lavoratore indefesso, detestava gli sfaticati, specialmente quelli presenti nella pubblica amministrazione, dei quali poco a poco si liberò spedendoli ai confini dell’Impero o demansionandoli in modo che non potessero nuocere, dopo averli sostituiti con una nuova classe dirigente scelta non per lignaggio o raccomandazione, ma unicamente in base a criteri meritocratici.

La sua azione riformatrice pervase tutti i campi della vita pubblica e privata romana: condonò per esempio i debiti fiscali pregressi e contro la pratica del latifondo istituì quella del “colonato” (fornitura gratuita di terre ed attrezzi ai contadini in cambio del versamento di una parte del raccolto), così contribuendo a fare dell’Italia un fertile giardino coltivato.

La Institutio Alimentaria, a favore della gioventù disagiata

Attingendo anche ai propri fondi personali attivò la “Institutio Alimentaria”, una sorta di fondazione che reinvestiva nell’assistenza della gioventù disagiata, soprattutto di sesso femminile, gli interessi del denaro che prestava. Riformò infine il sistema giudiziario, rendendolo più snello, efficiente e soprattutto giusto con la proibizione delle esecrabili denunzie anonime, tanto in voga con gli Imperatori precedenti.
Pur detestando la violenza fine a se stessa, sapeva ricorrere alla forza se la difesa del superiore interesse di Roma lo richiedeva.

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Le campagne militari di Traiano

Così condusse in prima persona importanti campagne militari, tutte vittoriose, le più famose delle quali furono quelle in Mesopotamia ed in Dacia (odierna Transilvania), dalle cui miniere arrivò a Roma un fiume d’oro, impiegato per finanziare la costruzione di importanti opere pubbliche quali strade, porti, acquedotti, fognature, ma anche templi, circhi ed il famoso “Foro Traianeo”.

La morte dell’imperatore

Sfinito da tanto iperattivismo che iniziava a pesare su un corpo ormai provato da fatiche, privazioni e dal passare degli anni, spirò all’età di 64 anni a Selino, in Cilicia, nel 117 d.C. dopo aver invano sperato di riuscire a tornare a Roma per morirvi. Vi tornarono soltanto le sue ceneri, poi seppellite alla base della splendida Colonna Traianea che nel Foro Imperiale di Roma si staglia ancora oggi fino a quaranta metri d’altezza per celebrar le gesta ed il nome di Traiano che, a quasi duemila anni dalla sua nomina ad Imperatore, resta giustamente scritto a caratteri indelebili nel bel libro della grande Storia mondiale.